Zio Vanja

(Djadia Vanja). Dramma in quattro atti dello scrittore russo A. Čechov, rappresentato al Teatro d'Arte di Mosca il 26 ottobre 1899. È un tipico esempio di teatro cechoviano, fatto di drammi inesplosi, di ambizioni frustrate, di accorati rimpianti per ciò che sarebbe potuto essere, di disperata rassegnazione. Il protagonista è un gentiluomo di campagna che amministra una proprietà per conto di un cognato professore, e l'occasione del dramma che non esplode è data da una visita di costui con la sua seconda moglie, una bella Elena di cui si accendono Vanja e un medico amico di famiglia. Non ne uscirà niente: gli amori appassiscono prima di sbocciare, il momento di rivolta di Vanja contro il cognato, imbecille e sfruttatore, si esaurisce in due colpi di fucile andati a vuoto. Alla fine professore e signora tornano in città e riprende una vita di duro lavoro che può attendere solo la morte. Numerose le rappresentazioni in tutto il mondo: in Italia, dove la commedia fu rivelata dalla compagnia Palmarini nel 1922 col titolo Zio Giovanni, si ricordano le edizioni dirette da P. Sharoff nel 1932 e da L. Visconti nel 1955.

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