acrodermatite

sf. [sec. XIX; acro-+dermatite]. Malattia infiammatoria cutanea, localizzata soprattutto alle mani e ai piedi. Se ne conoscono diverse varietà: continua, infiammazione cronica della cute e delle estremità, che in alcuni casi può estendersi agli arti; cronica atrofizzante, localizzata alle estremità e che evolve in due fasi, edematosa ed eritematosa la prima, atrofica la seconda; enteropatica, tipica dei bambini, caratterizzata dalla formazione su mani, piedi, ginocchia, glutei e genitali di bolle, vescicole e pustole, che si riuniscono in placche. Coesiste una sintomatologia intestinale costituita soprattutto da diarrea: la causa risiede in un difetto dell'assorbimento intestinale dello zinco che viene trasmesso ereditariamente; la terapia si basa sulla somministrazione di questo elemento. Viene considerata tra le acrodermatiti la acrodermatite papulosa infantile, raramente contagiosa, causata da un agente infettivo virale specifico ancora ignoto; è caratterizzata da eruzioni eritemato-papulose sugli arti e sul mento, da linfoadenopatie ascellari e inguinocrurali e da epatomegalia. Per questa malattia non è stata ancora messa a punto una terapia specifica.

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