Lessico

sm. [sec. XIV; latino callus].

1) Ispessimento circoscritto dello strato corneo dell'epidermide, conseguente a ripetute pressioni, prevalentemente localizzato alle mani e ai piedi. Si presenta come una rilevatezza, ruvida in superficie, al cui centro vi è un fittone che si approfonda fino al derma e che è la causa del dolore spesso concomitante. La sua formazione è legata a determinate condizioni professionali, all'uso di calzature troppo strette, ecc.: curarsi i calli dei piedi; farsi venire i calli alle mani, eseguire lavori pesanti; fig.: fare il callo a qualche cosa, abituarsi; pestare i calli a qualcuno, essergli di intralcio, di fastidio; non lasciarsi pestare i calli, non sopportare soprusi e prepotenze.

2) Protuberanza callosa delle zampe dei cavalli in prossimità delle articolazioni.

3) Nelle carni macellate, parte bianca e callosa connessa al muscolo.

Medicina

Si indica con callo osseo la proliferazione dello strato interno del periostio e del midollo che si verifica in caso di frattura: il tessuto neoformato tende a ristabilire la continuità fra le superfici di frattura. Il primo fenomeno è la proliferazione di cellule, che comincia già poche ore dopo la frattura; successivamente queste cellule si differenziano in osteoblasti, cioè in cellule formatrici di tessuto osseo; infine si ha la mineralizzazione dell'osso, cioè la deposizione di sali di calcio. Nelle radiografie il callo osseo è visibile a partire dal 30º giorno nella persona adulta e dal 20º giorno nel bambino, nel quale i processi di ricostituzione dell'osso sono più rapidi. La formazione del callo osseo può presentare ritardo o arresto per cause fisiologiche generali (gravidanza, vecchiaia) o locali (insufficiente irrorazione locale), per condizioni patologiche locali (accavallamento, diastasi dei monconi, osteomielite), per malattie generali infettive (lue, malaria, tifo). Si parla di callo embrionario quando si vuol definire il primo stadio di proliferazione cellulare che ha appena sostituito il coagulo ematico che si è formato nel focolaio di frattura. Le alterazioni della formazione del callo, oltre al ritardo di formazione, comprendono il callo doloroso, causato da irritazione di fibre nervose, e il callo esuberante e ipertrofico, quando raggiunge notevoli dimensioni e tende ad accrescersi anche dopo la consolidazione della frattura.

Botanica

Strato di callosi che si deposita sui cribri dei vasi liberiani in seguito a lesioni o alla fine del ciclo vegetativo annuale, e che viene a otturare le placche cribrose. Questa formazione può venire ridisciolta alla primavera successiva, e allora il vaso cribroso può riprendere la sua funzionalità. Callo cicatriziale, tessuto parenchimatico con funzione protettiva e di riempimento che si forma sulla superficie lesa di un organo vegetale in seguito a traumi accidentali o prodotti per esigenze colturali (talee, innesti).

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