callosità

sf. [sec. XIII; da calloso]. Qualità di ciò che è calloso; in senso concreto., parte callosa della pelle. In medicina rappresenta la conseguenza della compressione e dell'attrito continuato su determinate superfici cutanee, di solito in relazione a certi mestieri: per esempio i glutei nei cavallerizzi o le labbra nei suonatori di tromba, o ancora le palme delle mani in coloro che utilizzano arnesi di lavoro. La callosità si presenta come un ispessimento della cute di colore biancastro, più o meno esteso, non doloroso, e si differenzia dal callo per la mancanza del fittone centrale.

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