consociazióne

Indice

Lessico

sf. [sec. XVIII; da consociato].

1) Unione di più persone in una società o comunità; associazione.

2) In agricoltura, coltivazione contemporanea di due o più specie o varietà di piante agrarie sul medesimo terreno, dove esse vivono in stretto contatto e beneficiano insieme dei lavori colturali e delle concimazioni che vi vengono eseguiti.

Agricoltura

Una consociazione può essere costituita solo da piante legnose, solo da piante erbacee o da piante di entrambi i tipi e si dice rispettivamente consociazione legnosa, consociazione erbacea e consociazione mista; in ogni caso poi essa può essere permanente, quando la presenza delle specie consociate dura quanto l'intero ciclo produttivo (grano e segale, prati artificiali polifiti), ovvero temporanea, quando dopo un certo periodo di tempo permane sul terreno una sola delle specie consociate. In quest'ultimo caso, la consociazione può essere attuata per ridurre al minimo il periodo di tempo improduttivo dei terreni destinati a colture specializzate a lento sviluppo, e allora funziona come una specie di avviamento alla specializzazione colturale: come quando il frumento, o altra specie consimile, viene consociato con una leguminosa pluriennale di scarso rendimento nell'annata di impianto; oppure il pero innestato su cotogno consociato con quello innestato sul franco; la vite con l'olivo, ecc. Scopo precipuo della consociazione è di ottenere il massimo profitto dal terreno, nonché di migliorare la qualità dei prodotti: se essa viene attuata correttamente, infatti, il prodotto globale risulta maggiore, anche se ciascuna specie rende meno di quando viene coltivata isolatamente; sovente è anche possibile migliorare qualitativamente la produzione (fieno di prato polifita, impiego di vitigni diversi per ottenere un determinato tipo di vino). La consociazione mista, o fra piante precoci tardive,consente di avere un primo raccolto quando le specie consociate sono ancora in fase di maturazione e quindi di ottenere prodotti diversi nella medesima annata. Particolari esigenze colturali possono richiedere consociazioni appropriate, come l'impiego della segale per sostenere la veccia o l'uso degli olmi per sostenere la vite. In generale una consociazione risulta proficua quando le specie sono consociate in modo da arrecarsi reciproci vantaggi. Nella pratica della moderna agricoltura si tende a eliminare una parte delle grandi consociazioni, in quanto ragioni di ordine economico impongono di orientarsi verso la coltura specializzata. Nelle piccole aziende orticole, la consociazione presenta caratteristiche e importanza particolari. Quella che si attua fra specie spontanee viene denominata fitocenosi.

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