crespino

sm. [sec. XVI; latino acrispinum, dalle spine acute]. Nome comune dell'arbusto spinoso Berberis vulgaris della famiglia Berberidacee, detto pure berbero, originario del continente eurasiatico, frequente ai margini delle pinete o dei boschi asciutti, dal piano alla zona alpina. Alto fino a 3 m, ha foglie oblunghe, coriacee, dentate e riunite in fascetti, e fiori piccoli, gialli, in racemi penduli, con stami irritabili che si accostano al pistillo se toccati. I frutti sono piccole bacche oblunghe, rosse, con polpa di sapore acidulo ricca di vitamina C, talvolta usate per confezionare marmellate. La corteccia e la radice contengono sostanze con proprietà febbrifughe; il legno può essere impiegato per piccoli lavori al tornio. La presenza del crespino in prossimità di colture di cereali deve essere evitata, perché questa pianta, essendo ospite intermedio della Puccinia graminis, favorisce la diffusione di una grave malattia delle Graminacee (ruggine). La pianta viene spesso usata nei giardini per comporre siepi; alcune varietà hanno particolare pregio decorativo.

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