dòsso

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sm. [sec. XIII; latino dossum, variante di dorsum, dorso].

1) Lett., dorso, schiena; per estensione, corpo: “m'accorsi di due signore... col dosso al muro” (Foscolo). Oggi usato nella loc. avv.: levarsi di dosso una veste, spogliarsi; fig., scuotersi di dosso un peso, liberarsi da una preoccupazione. Anche la parte superiore o esterna di una cosa.

2) In marina, a dosso e bisdosso, modo di disporre la velatura di un duealberi con vele auriche o latine nelle andature con vento in poppa; la vela dell'albero poppiero viene orientata da un lato, mentre quella dell'albero prodiero è orientata dal lato opposto. In tal modo la prima non toglie il vento alla seconda.

3) Cima, colle: “Il castello degli Sforza... sta sul dosso del monte” (D'Azeglio). Per estensione, rilievo di un percorso stradale formato dal culmine di due livellette a pendenza contrapposta. Dato che rende impossibile la libera visuale della strada, il sorpasso sul dosso è vietato dal Codice della strada.

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