dainà

sf. lituano (voce connessa con il verbo déet, ballare). Canti popolari lituani, composti, sembra, a partire dal sec. X; originariamente erano forse canzoni da ballo. Di carattere lirico, persino elegiaco, sono formati di solito da due strofe, sebbene ve ne siano anche di dieci, con la struttura metrica identica all'interno del canto (spesso trocheo o trocheo unito con dattilo) e con una rima piuttosto facile o con un'assonanza. Il valore poetico e musicale dei dainà, i cui temi vanno dalle imprese eroiche all'amore, alle ninne-nanne, è senza dubbio grande, sebbene non siano privi di una certa monotonia. Le notizie sull'esistenza di questi canti risalgono al 1745 e, grazie all'interesse di scrittori e studiosi quali G. H. Lessing, J. G. Herder, Goethe e Mickiewicz, vennero conosciuti in tutta Europa e tradotti in molte lingue. La prima raccolta valida di dainà è dovuta a L. Rhesa (Canti popolari lituani, 1825); a questa ne seguirono altre, tra cui le migliori sono quelle di Juszkiewicz (Juška): Canti lituani (1880-82) e Canti nuziali lituani (1883).

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