egrègio

agg. (pl. f. -gie) [sec. XIV; dal latino egregíus, eccellente, da ex, fuori+grex gregis, gregge]. Straordinario, al di sopra della norma: “nella egregia città di Fiorenza” (Boccaccio). Per estensione, è usato come formula di cortesia e rispetto nelle lettere (egregio signore, egregio avvocato), con riferimento al titolo onorifico solitamente riservato, in Roma antica, agli appartenenti all'ordine equestre. Talvolta erano detti egregi anche senatori e prefetti (del pretorio, dell'Egitto).

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