giacére
Indicev. intr. (ind. pr. giàccio, giaci, giace, giacciamo, giacéte, giàcciono; prem. giàcqui, giacésti; pr. congt. giàccia, giacciamo o giaciamo, giacciate o giaciate, giàcciano; pp. giaciuto; aus. essere, raro avere) [sec. XIII; dal latino iacēre, star disteso].
1) Star disteso: giacere a letto, sul divano, a terra; senza complemento, stare a letto per infermità o vecchiaia: “Giaceva gravato da settant'anni e da lunga malattia” (Giordani); unirsi carnalmente: “Più d'un le piace; / con tutti giace” (Alfieri).
2) Essere cadavere, esser sepolto; qui giace, in questo sepolcro giace, inizio di iscrizione sepolcrale; proverbio: “Chi muore giace e chi vive si dà pace”, i morti sono presto dimenticati da chi sopravvive loro.
3) Per estensione, esser situato, posto, di luoghi, Paesi, ecc.: “Suso in Italia bella giace un laco” (Dante). Di affari, pratiche, ecc., esser trascurati, ristagnare: la pratica giaceva nel cassetto; fig., essere inattivo, restare inoperoso, prostrato: giacere nell'ozio; “leva su, non giacer” (Boccaccio).
4) Fig., essere vinto, abbattuto, stremato: “giacque ruina immensa / l'italica virtute” (Leopardi); per estensione, giacere nella miseria, essere in condizioni di estrema povertà; giacere nel più completo abbandono, vivere abbandonati e dimenticati da tutti.