lùnula

sf. [sec. XVII; dal latino lunŭla, dim. di luna, luna]. Nome di figure e oggetti a forma di luna falcata. In particolare: A) in geometria, regione piana delimitata da due archi di circonferenza, con gli estremi coincidenti e situati dalla stessa parte della corda che li sottende. Lo studio delle lunule fu introdotto dai geometri greci nel tentativo di risolvere il problema della quadratura del cerchio; in particolare, Ippocrate descrisse tre tipi di lunule quadrabili (lunule di Ippocrate). Esse sono dette quadrabili perché la loro area è uguale all'area di particolari triangoli la cui area è quindi facilmente calcolabile. Si consideri la lunula ABCD. L'arco ABC è la quarta parte della circonferenza di centro O mentre l'arco ADC è la semicirconferenza che ha per diametro AB e centro H. Il quadrilatero AOCD è quindi un quadrato. L'area della lunula è uguale all'area del triangolo AOD ed è quindi uguale all'area del quadrato AHOK. Per costruire le lunule AFBD e AECG si consideri il triangolo ABC rettangolo in A. Gli archi ADB e AEC sono archi della circonferenza che ha per diametro l'ipotenusa BC del triangolo di partenza; gli archi AFB e AGC sono semicirconferenze di diametri AB e AC rispettivamente. La somma delle aree delle due lunule è uguale all'area del triangolo ABC di partenza. B) In anatomia, porzione basale biancastra e ricurva dell'unghia dovuta ad accumulo di cellule dello strato onicogeno; nelle valvole semilunari del cuore, ciascuno dei due tratti di margine libero, separati da un nodulo.

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