machining centers

loc. inglese (propr., centro di lavorazione) usata in italiano come sf. pl. Le machining centers sono macchine utensili dell'ultima generazione, non assimilabili ad alcun tipo di macchina utensile tradizionale. La struttura meccanica è simile a quella delle alesatrici; possono eseguire, in sequenza automatica controllata da calcolatore, operazioni di foratura, filettatura, alesatura, fresatura. Lo stesso calcolatore controlla i parametri (velocità di taglio e avanzamento) di ogni lavorazione e provvede, per mezzo di un braccio meccanico, al cambio degli utensili. Questi ultimi sono predisposti, nella sequenza prevista dal ciclo di lavoro, su un magazzino a torretta o a catena; il braccio provvede a prelevarli, collocarli nel mandrino e riporli nel magazzino alla fine del loro impiego. Oltre agli utensili, e insieme a essi, possono essere impiegati tamponi di misura con trasmissione del segnale a raggi infrarossi: il sistema ricevitore effettua correzioni immediate sull'utensile, per compensare il consumo del tagliente e mantenere le quote del pezzo lavorato entro i limiti delle tolleranze di disegno. Le machining centers sono particolarmente adatte a eseguire lavorazioni anche molto complesse e di grande precisione su serie piccole o medie; il loro costo elevato e la rapida obsolescenza ne impongono l'impiego su due o tre turni di lavoro.

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