ossiurìasi

sf. [da ossiuro]. Elmintiasi intestinale che colpisce l'uomo e alcuni animali, sostenuta nell'uomo e nel cane da Enterobius vermicularis, nel cavallo da Enterobius equi, nel coniglio da Enterobius ambigua. L'ossiuriasi viene contratta per ingestione delle uova embrionate; nell'uomo queste ultime pervengono alla bocca soprattutto tramite le dita, oppure per trasporto diretto in seguito a contaminazione per contatto con oggetti su cui si siano depositate. La sintomatologia è caratterizzata da prurito anale o vulvare, irritabilità, cefalea, flogosi intestinale. La diagnosi si effettua facilmente in base al ritrovamento delle uova del parassita nelle pieghe anali, mediante l'applicazione di un cerotto adesivo nei pressi dell'ano sul quale esse rimangono attaccate. Qualche volta si possono osservare direttamente gli ossiuri nelle feci appena emesse grazie al loro colore biancastro. La terapia dell'ossiuriasi è attuabile con successo mediante farmaci antielmintici (mebendazolo, flubendazolo, pirvinio pamoato), somministrati in una unica dose da ripetersi a distanza di 1 o 2 settimane.

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