otarda

sf. [sec. XVII; dal francese outarde, che risale al latino avis tarda, uccello lento]. Uccello gruiforme (Otis tarda) della famiglia degli Otididi, detto anche ottarda. Lungo sino a 1 m e con apertura alare di 280 cm (femmina 230 cm), è l'uccello più pesante d'Europa (i maschi arrivano a pesare 16 kg); ha colorazione grigia sul collo e sulla testa, fulva con barre nere superiormente, bianca inferiormente con petto castano acceso. Il maschio è ornato da lunghi mustacchi bianchi. Di indole estremamente diffidente, si sposta con lentezza, a piccoli gruppi, nelle zone aperte dove ama vivere. La femmina depone 2-3 uova direttamente sul terreno, senza costruire un vero nido. Perseguitata attivamente per le grandi dimensioni e la bontà delle carni, l'otarda è divenuta rarissima nell'Europa centrale e meridionale, mantenendosi invece ancora numerosa nella Penisola Iberica, in Africa settentrionale e in Asia centrale. Il maschio compie bellissime danze nuziali primaverili, allargando le ali, gonfiando le penne del collo fino a nascondere quasi del tutto la testa e distendendo i mustacchi bianchi; infine alzano la coda, mostrando il sottocoda bianco; al culmine della danza assumono l'aspetto di una vera e propria palla di piume e penne. Di dimensioni ancora maggiori (ca. 1,5 m di lunghezza per 19 kg di peso) è l'otarda di kori (Ardeotis kori), africana, caratterizzata dalla presenza di un ciuffo occipitale appuntito, nonché dalla colorazione nera, con bordo bianco, delle copritrici delle ali.

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