parallelismo

sm. [sec. XVIII; da parallelo]. L'essere parallelo, di rette o piani. Fig., svolgimento o sviluppo di fenomeni che hanno manifestazioni simili. Con accezioni specifiche: A) presenza della biunivocità in due classi di enti che però restano tra loro opposti. In filosofia, è esemplare il parallelismo nel pensiero di Cartesio e in quello di Leibniz: Cartesio distingue e oppone res cogitans e res extensa, spirito e materia, anima e corpo, ma l'opposizione e la distinzione non impediscono l'armonia tra l'una classe e l'altra, perché entrambe regolate da leggi matematiche. Leibniz riconosce nell'ordine dell'universo il fondamento della corrispondenza. B) L'insieme di rassomiglianze esistenti fra elementi culturali elaborati da differenti popolazioni in luoghi lontani tra loro. Secondo A. Bastian queste uguaglianze sarebbero dovute alla fondamentale unità psichica del genere umano e di conseguenza all'uniformità delle risposte di fronte a stimoli uguali. C) In geometria, condizione e qualità di enti che sono paralleli. In generale, relazione definita tra determinate varietà (rette, piani, ecc.) di uno spazio nel quale sia definita una geometria. La definizione più generale e più rigorosa di parallelismo si ottiene come segue: dato un insieme (che si può pensare analogo al piano ordinario e quindi provvisto dell'ordinaria struttura geometrica euclidea), in cui alcuni elementi sono detti punti e altri sono detti rette, si dirà che due di queste rette l e m sono parallele o quando l coincide con m o quando nessun punto P appartiene contemporaneamente a l e a m. In questo modo si stabilisce una relazione di parallelismo tra rette e si scrive l||m per indicare che le rette sono parallele. Se la struttura geometrica considerata soddisfa il quinto postulato di Euclide è facile dimostrare che la relazione di parallelismo così definita è una relazione di equivalenza. Nello spazio euclideo ordinario la relazione di parallelismo si estende al caso dei piani dello spazio, a rette e a piani e a rette dello spazio. Per le condizioni analitiche di parallelismo, vedi retta e piano. Se si introducono gli elementi impropri, la relazione di parallelismo tra rette consiste nell'avere in comune il punto improprio; la relazione di parallelismo tra piani consiste nell'avere in comune la retta impropria. D) Negli autoveicoli, parallelismo delle ruote, condizione richiesta per tutte le coppie di ruote non direzionali, cioè, nella quasi generalità dei casi, per gli assi posteriori e per gli assi rigidi direzionali dei rimorchi che ruotano attorno a un perno unico verticale a metà dell'assale. Per le ruote direzionali il parallelismo viene realizzato, dato che esse a veicolo fermo non sono parallele, scegliendo un opportuno angolo di convergenza, tale che, a veicolo marciante, le ruote risultino parallele. E) In biologia evoluzionistica, vedi omeomorfismo.

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