paratormóne

sm. [sec. XX; da parat(iroide)+ormone]. Ormone polipeptidico prodotto dalle cellule principali delle ghiandole paratiroidee. Ha peso molecolare pari a ca. 9500 ed è formato da una catena lineare di 75 amminoacidi. La secrezione del paratormone è regolata dai livelli ematici del calcio: l'abbassamento della calcemia stimola la secrezione dell'ormone, l'aumento la inibisce. Il ruolo fisiologico del paratormone è strettamente legato al metabolismo del calcio. L'ormone favorisce l'assorbimento del calcio introdotto con gli alimenti, collaborando in questo con la vitamina D; riduce l'escrezione renale del calcio e ne aumenta la mobilizzazione a livello delle ossa. Attraverso questi effetti il paratormone regola la eccitabilità nervosa, controlla i processi della coagulazione e i processi contrattili a livello della muscolatura scheletrica e cardiaca, determina infine il tenore calcico della parte minerale dell'osso. In casi di deficienza di paratormone (ipoparatiroidismo), che si verificano di solito nel corso di processi tumorali a carico delle paratiroidi o in seguito all'asportazione chirurgica di queste ghiandole, si instaura una grave ipocalcemia, con convulsioni tetaniche che portano a morte per paralisi dei muscoli respiratori. Nei bambini una lieve insufficienza di paratormone, se associata alla mancanza di calcio o di vitamina D nella dieta, può essere responsabile di uno stato di ipereccitabilità muscolare o spasmofilia, in cui brusche contrazioni muscolari seguono all'applicazione di stimoli anche lievissimi sui nervi o sui muscoli. L'eccesso di ormone paratiroideo (iperparatiroidismo) è una condizione piuttosto rara dovuta di solito a un tumore secernente delle paratiroidi.

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