Lessico

sm. [sec. XVII; dal greco polýgōnon, da poli-, poli-+gōnía, angolo].

1) In geometria, qualunque poligonale chiusa.

2) In statica grafica, poligono funicolare.

3) In anatomia, poligono di Willis.

4) Nelle costruzioni, è detta poligono d'appoggio la minore linea poligonale che unisce fra loro i punti di appoggio di una costruzione su di un piano; per le condizioni di stabilità di una costruzione, questa è in equilibrio finché la verticale passante per il suo baricentro interseca il poligono d'appoggio in un suo punto interno (tipico il caso della Torre di Pisa).

5) Luogo ove si effettuano esercitazioni di tiro con armi da fuoco. I poligoni militari si distinguono in aperti e chiusi. I primi, utilizzati per l'addestramento al tiro di tutte le armi da guerra, leggere e pesanti, e per le esercitazioni a fuoco, sono semplicemente zone naturali che vengono presidiate durante l'attività. Possono essere permanenti (comprensori demaniali) o provvisori; questi ultimi, detti anche zone di sgombero, sono proprietà private soggette a servitù militare che ne consente l'occupazione contro pagamento di un'indennità di sgombero. I poligoni permanenti adibiti a prove sperimentali delle artiglierie e delle loro munizioni e che sono perciò attrezzati allo scopo, vengono chiamati balipedi. I poligoni chiusi, detti comunemente poligoni di tiro a segno, sono adibiti esclusivamente al tiro con armi olimpiche cal. 22 (5,6 mm) e ad aria compressa e comprendono linee di tiro di 10 m (pistola ad aria compressa), 25 m (pistola automatica), 50 m (pistola libera a carabina). Tutte le linee di tiro sono munite di parapalle e di schermi collocati in modo tale che nessun colpo partito da una pedana di tiro possa uscire dal poligono. L'attrezzatura è completata da porta-bersagli, gira-sagome automatici, camminamenti e fosse. In Italia i poligoni, che sono di proprietà del demanio militare, sono gestiti dalle sezioni del tiro a segno nazionale.

6) In geografia fisica: A) poligoni di tundra, strutture poligonali a larghe maglie (1-100 m) che si sviluppano nel suolo della tundra a opera della fratturazione conseguente al congelamento dell'acqua infiltrata. B) Poligoni di pietre e di terra, particolare disposizione superficiale di ciottoli o sedimenti terrosi, tipici delle aree periglaciali. La disposizione di ciottoli e terra in strutture poligonali è legata sempre al fenomeno di gelo invernale e disgelo estivo che provoca gradualmente dei microspostamenti del terreno.

Geometria: generalità

Per poligono piano di n lati si intende la figura piana costituita da n punti distinti P₁, P₂, ..., P nell'ordine scritto e dai segmenti che congiungono ogni punto P con il successivo punto P+1 e il punto P con il punto P₁; i punti e i segmenti si dicono rispettivamente vertici e lati del poligono. In geometria elementare, i poligoni considerati sono quelli convessi, cioè tali che, rispetto alla retta contenente ogni loro lato, gli ulteriori vertici si trovano in un medesimo semispazio; "Per la figura 1 vedi il lemma del 15° volume." "Vedi figura 1 vol. 17, pag. 337" in caso contrario si hanno i poligoni concavi . "Per la figura 2 vedi il lemma del 15° volume." "Vedi figura 2 vol. 17, pag. 337" Un poligono convesso dicesi regolare se ha rispettivamente uguali i lati e gli angoli. "Per la figura 3 vedi il lemma del 15° volume." Ogni poligono regolare può inscriversi "Vedi figura 3 vol. 17, pag. 337" in una circonferenza e circoscriversi a un'altra; queste due circonferenze sono concentriche e il loro centro comune viene detto centro del poligono. Se n è il numero dei lati del poligono e h il raggio del cerchio inscritto, detto apotema, si ha che la lunghezza del lato è l=2htg π/n; la lunghezza del perimetro è p=2nhtg π/n e l'area del poligono A=hp/2. Fino a questo momento abbiamo considerato poligoni piani non intrecciati; cioè poligoni tali che due qualsiasi loro lati, se consecutivi, hanno in comune un vertice, altrimenti non hanno alcun punto in comune, ma esistono anche "Per la figura 4 vedi il lemma del 15° volume." "Vedi figura 4 vol. 17, pag. 337" esempi di poligoni piani intrecciati. Nel caso di poligoni non intrecciati, spesso con il termine poligono s'intende anche la parte di piano racchiusa dal poligono nel senso suddetto. Poligoni piani stellati sono i poligoni che si ottengono dai poligoni regolari congiungendo vertici non consecutivi. Poligoni simili sono poligoni aventi tutti gli angoli uguali e i lati che si oppongono ad angoli uguali in proporzione.

Geometria proiettiva

In geometria proiettiva si considerano come lati di un poligono non i segmenti, ma le rette passanti per coppie di vertici; ciò per tener conto del fatto che i vertici possono essere anche punti impropri. I poligoni definiti in questo modo sono detti poligoni semplici per distinguerli dai poligoni completi formati da tutte le n(n+1)/2 rette che uniscono gli n punti definiti come vertici. "Per la figura 5 vedi il lemma del 15° volume." Se si toglie il vincolo che i vertici stiano in un piano, partendo da un quadrangolo piano completo "Vedi figura 5 vol. 17, pag. 337" , si hanno corrispondentemente i poligoni sghembi.

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