proporzionale

Indice

Lessico

agg. [sec. XVI; da proporzione].

1) Agg., che riguarda, concerne la proporzione; che muta al mutare di qualche cosa, pur conservando lo stesso rapporto quantitativo: castigo proporzionale alla colpa; imposta proporzionale; sistema proporzionale, tipo di sistema elettorale; notazione proporzionale, sinonimo impr. di notazione mensurale. § In matematica, due classi di grandezze omogenee contenenti ciascuna due o più elementi sono proporzionali quando tra loro sussiste una relazione di proporzionalità, che può essere diretta o inversa. Per esempio, due classi di grandezze direttamente proporzionali sono le altezze e le basi di triangoli simili; inversamente proporzionali sono le altezze e le basi di triangoli equivalenti. Regola delle parti proporzionali, è la regola che si usa nel calcolo approssimato tutte le volte che si applica il procedimento di interpolazione lineare. Per la divisione di un numero in parti proporzionali, vedi proporzione; quarto proporzionale, terzo proporzionale, medio proporzionale sono i nomi che assumono i termini di una proporzione.

2) Ant., proporzionato: “le proporzionali bellezze d'un angelico viso” (Leonardo).

Diritto

Il sistema elettorale proporzionale è fondato sul principio della rappresentanza delle minoranze, in modo tale che ogni gruppo politico riesca a disporre di un numero di seggi, nelle assemblee rappresentative, corrispondente alla sua effettiva consistenza nel Paese, espressa attraverso l'esatta entità dei voti ottenuti. Tale risultato di regola si consegue attraverso un procedimento per cui il totale dei voti validi viene diviso per il numero dei seggi da ricoprire, ottenendo il cosiddetto quoziente elettorale. Questo viene rapportato alle diverse cifre elettorali (al numero cioè dei voti raggiunti da ogni lista) e il risultato rappresenta quanti seggi spettano rispettivamente a ciascuna lista. Affermatosi in concomitanza col sorgere dei partiti di massa, si è qualificato come uno strumento elettorale adatto a far scegliere tra programmi politici contrapposti, più che tra candidati personalmente individuati. Per questo ebbe scarsa fortuna il metodo proporzionale ideato dall'inglese T. Hare alla metà del sec. XIX, che dava agli elettori la possibilità di decidere i nomi da votare. Si diffuse, invece, il criterio di lasciar scegliere i votanti tra liste di candidati già prestabilite (sistema proporzionale a liste concorrenti). Anche di tale sistema esistono diverse versioni, che si differenziano in rapporto al modo con cui vengono risolti i problemi sollevati dal meccanismo elettorale. Vi sono, infatti, diversi artifici per affievolire la rigidità delle liste bloccate (per esempio, lasciando all'elettore la possibilità di alterare col suo voto di preferenza l'ordine dei candidati predisposti dal partito). C'è poi l'eventualità che siano consentiti collegamenti tra le liste. Rilevanti differenze nascono, infine, dalla diversità di procedure adottate per risolvere la delicata questione dell'utilizzazione dei resti: il quoziente elettorale non è mai in grado di far ricoprire tutti i seggi e di utilizzare tutti i voti espressi, obbligando così ad allontanarsi, in una certa misura, dal criterio della più rigorosa proporzionalità. Nel nostro Paese, il sistema proporzionale è in vigore per le elezioni dei parlamentari europei attribuiti all'Italia in qualità di Stato membro della Comunità Europea. Con il referendum del 18 aprile 1993 è stato abrogato il sistema proporzionale già in vigore per l'elezione del Senato; in seguito, con la legge 4 agosto 1993, n. 276, è stato previsto un sistema elettorale misto (attribuzione di tre quarti dei seggi con sistema maggioritario, ripartizione dei restanti seggi con sistema proporzionale). Anche per l'elezione della Camera dei Deputati nel 1993 il sistema proporzionale è stato relegato a un ruolo marginale di strumento correttivo. Tale tendenza ha caratterizzato anche la riforma del sistema elettorale per i Consigli comunali e provinciali, mentre per quelli regionali è stato adottato, dal febbraio 1995, un sistema misto con netta prevalenza del proporzionale (80% proporzionale, 20% maggioritario) in grado di assicurare alle liste collegate un premio di maggioranza.

G. Ambrosini, Sistemi elettorali, Firenze, 1946; M. Duverger, L'influence des systèmes électoraux sur la vie politique, Parigi, 1950; G. Schepis, I sistemi elettorali. Teoria, tecnica, legislazioni positive, Empoli, 1955; idem, Aspetti tecnici della macchina elettorale. I principali sistemi per l'assegnazione dei seggi, Empoli, 1956; M. S. Piretti, La giustizia dei numeri. Il proporzionalismo in Italia, Bologna, 1990.

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