radiodiagnòstica

sf. [sec. XX; radio-+diagnostica]. Branca della radiologia che si avvale di metodi e di mezzi basati sull'emissione di radiazioni (radiografia, radioscopia, radioisotopi ecc.) per effettuare esami che possono integrarsi a scopo diagnostico. Gli esami possono essere condotti senza una particolare preparazione del paziente, oppure previa opacizzazione di organi cavi, o di condotti e cavità normali e patologici, o di vasi, con mezzi di contrasto radiopachi, oppure previa immissione di mezzi di contrasto gassosi. La radioscopia è utile nell'esame della motilità e della funzione di alcuni organi; la radiografia invece permette di ottenere un'immagine precisa e permanente di una data lesione. La stratigrafia, o tomografia, permette di mettere a fuoco uno strato sottile a qualsiasi profondità: si ottiene eseguendo tutta una serie di radiografie, ognuna delle quali riporta l'immagine di una sezione delle strutture studiate. La tomografia assiale computerizzata TAC associa alla radiologia tradizionale l'utilizzo del computer: centinaia di immagini vengono elaborate da un calcolatore elettronico e ricostruite in immagini tridimensionali assai dettagliate (cosiddette ad alta definizione). Nel 1989 è stata introdotta una nuova tecnica per l'esecuzione di questo esame, cioè la TAC spirale: in questa tecnica il fascio di raggi X ruota continuamente intorno al paziente, mentre il lettino su cui egli è sdraiato si sposta. Si ottiene in questo modo una sequenza di scansioni contigue, rilevate durante un unico atto respiratorio, senza la perdita di continuità che caratterizzava l'indagine tradizionale. La nuova TAC è più rapida, quindi anche meglio tollerata dai pazienti, e più precisa. Nel 1990 è la TAC multislices (o multistrato): essa è due-tre volte più veloce della TAC spirale, ma più costosa. Fra le indagini utilizzate in radiologia va infine ricordata la scintigrafia (per esempio ossea, miocardica, polmonare): essa sfrutta la caratteristica di alcune sostanze, i radioisotopi, di concentrarsi nel tessuto in esame in modo proporzionale alla vascolarizzazione e all'attività funzionale; permette quindi di valutarne il grado di attività metabolica e di riconoscere qualsiasi lesione che ne provochi un'alterazione. Molto importante è la risonanza magnetica nucleare (RMN), considerata il principale esame radiologico in neurologia e in molte altre aree. Sviluppi interessanti si hanno nel settore dell'elaborazione dei dati degli esami RMN (per esempio RMN a diffusione o RMN a perfusione), che permette di aumentare le possibilità diagnostiche e di intervento; la RMN funzionale, che mostra variazioni del flusso sanguigno in aree cerebrali, viene utilizzata con successo per esami sperimentali. Un'altra indagine radiodiagnostica è la tomografia a emissione di positroni (PET). Simile alla PET è la SPECT (tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli), che non trova però impiego per le diagnosi di routine. L'importanza della tomografia computerizzata e della risonanza magnetica risiede anche nel fatto che tali metodiche consentono di evitare indagini più dolorose e invasive. Per quanto riguarda l'applicazione delle tecniche radiodiagnostiche allo studio dei diversi apparati, in neurologia è possibile utilizzare la radiografia delle parti ossee (cranio, colonna vertebrale, encefalo), la cisternografia, l'angiografia cerebrale e la mielografia. In cardiologia, la radiografia fornisce informazioni sulle dimensioni cardiache, la presenza di eventuali calcificazioni, mentre l'angiografia permette di definire con precisione il decorso e il calibro dei vasi (in particolare, angiografia coronarica o coronarografia); un'altra indagine frequente in questo campo è la scintigrafia miocardica, che fornisce informazioni sul funzionamento delle diverse aree cardiache, individuando per esempio eventuali danni ischemici. Per quanto riguarda i vasi in generale, l'arteriografia, la flebografia e la linfangiografia permettono di visualizzare le arterie, le vene e i vasi linfatici. In endocrinologia, le indagini radiologiche riguardano in genere l'ipofisi, la tiroide, il timo e vengono effettuate spesso con l'ausilio di radioisotopi; eventuali calcificazioni delle ghiandole surrenali possono venire evidenziate con la semplice radiografia dell'addome. Il sistema genitale femminile può essere studiato mediante l'isterosalpingografia. I sistemi osseo e articolare possono essere facilmente esaminati radiologicamente (radiografia, scintigrafia ossea); per quello articolare si può inoltre ricorrere all'introduzione intrarticolare di mezzi opachi o di aria. Molto importante è l'uso del computer in campo angiografico: questo particolare abbinamento ha portato alla realizzazione dell' angiografia digitalizzata a sottrazione d'immagine, tecnica che consente di ottenere immagini di grande risoluzione relative alle strutture vascolari dei vari organi, con l'introduzione per via periferica di modeste quantità di mezzo di contrasto. Ciò è reso possibile dall'integrazione del calcolatore che opera “cancellando” tutte le immagini relative a formazioni anatomiche non oggetto dello studio (ossa, parti molli, ecc.) e dando invece il massimo risalto alle strutture visualizzate dal mezzo di contrasto.

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