radiosensibilità

sf. [radio-+sensibilità]. Tendenza delle cellule e dei tessuti a subire danni non reversibili se esposti a radiazioni ionizzanti. In genere, la radiosensibilità è commisurata al livello di attività riproduttiva delle cellule del tessuto. Infatti, l'assorbimento di energia da radiazioni ionizzanti ha l'effetto di inibire la sintesi del DNA bloccando il processo di riproduzione (divisione) cellulare. I tessuti che presentano una più elevata radiosensibilità sono, quindi, quelli più ricchi di substrati cellulari in riproduzione (tessuti emopoietici, linfoidi, epiteliali enterici e riproduttivi) o quelli poco differenziati nei quali le cellule non hanno ancora raggiunto il loro livello finale di specializzazione funzionale. Tessuti che presentano minore radiosensibilità sono, invece, quelli più differenziati (tessuti muscolari, nervosi, epatici, renali, cartilaginosi, ossei). Tali caratteristiche, applicate ai tessuti tumorali, offrono opportunità sfruttate in radioterapia nei casi in cui sia elevato il rapporto tra radiosensibilità del tessuto tumorale e di quello sano. La radiosensibilità dei tessuti (in particolare di quelli tumorali) può essere elevata aumentando il grado di ossigenazione; infatti, i tessuti poco ossigenati sono più resistenti all'azione delle radiazioni ionizzanti. In base a queste conoscenze e sulla scorta dei risultati di indagini epidemiologiche compiute su popolazioni esposte a forti dosi di radiazioni ionizzanti (per esempio i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki) sono stati fissati fattori di rischio, che esprimono la radiosensibilità dei vari tessuti, a fini di protezione sanitaria. Questi fattori sono sviluppati sulla base di ipotesi largamente cautelative e, quindi, sono finalizzati all'individuazione di adeguate misure preventive per ridurre quanto più possibile il rischio connesso con l'esposizione alle radiazioni ionizzanti. Essi non rappresentano un'indicazione diretta del numero di effetti che avranno luogo in una popolazione che ha ricevuto una data dose di radiazioni ionizzanti, ma soltanto il livello massimo ipotizzabile di effetti specifici che potrebbero aver luogo. I fattori di rischio (espressi in effetti attesi per dose assorbita) per i vari tessuti sono: gonadi 10-2/Sv; midollo osseo 2.10-3/Sv; ossa 5.10-4/Sv; polmone 2.10-3/Sv; tiroide 5.10-4/Sv; mammella 2,5.10-3/Sv; altri tessuti 5.10-3/Sv.

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