stampa 3D

Con il termine si indica la realizzazione di oggetti tridimensionali partendo da un modello 3D digitale. Il modello digitale viene prodotto con software dedicati e successivamente elaborato per essere poi realizzato attraverso una stampante 3D con diverse tecnologie, tra cui anche quella che costruisce prototipi strato dopo strato. La stampa 3D nasce nel 1986 con il brevetto di Chuck Hull che inventa la stereolitografia. Da allora la tecnica si è evoluta e diversificata diffondendosi progressivamente in molti ambiti (da quello medico a quello domestico). A partire dagli anni 2010, il costo delle stampanti 3D si è considerevolmente abbassato, rendendole economicamente accessibili alle piccole e medie imprese e favorendone l'ingresso parziale nel mondo degli uffici. I modelli 3D sono descritti usando un sistema tridimensionale di coordinate cartesiane e ogni punto di un modello è mappato per la sua posizione nello spazio lungo gli assi X, Y e Z. Il processo di stampa è basato sull’addizione di strati successivi fino alla completa riproduzione del modello, che avviene sempre strato su strato lungo l’asse Z. Esistono diverse tecnologie per la stampa 3D e le loro differenze principali riguardano il modo in cui sono stampati gli strati. Alcuni metodi, per produrre gli strati, usano materiali che si fondono, si sinterizzano o si ammorbidiscono con il calore (in genere prodotto per irraggiamento da una sorgente di radiazione elettromagnetica oppure da un fascio di elettroni). Le applicazioni della stampa tridimensionale sono potenzialmente infinite; oggi è impiegata nei settori medico, aerospaziale, automobilistico, alimentare, delle attrezzature industriali, di produzione di beni di consumo, architettonico, artigiano, della ricerca, istruzione. Tra le applicazioni più rilevanti, si segnalano quelle nel settore medico, in cui, combinando la stampa 3D con i risultati di varie ricerche nel campo della coltura e dell’evoluzione cellulare, è oggi possibile la produzione di protesi complesse, altamente personalizzate e a elevata biocompatibilità. La popolarità delle stampanti 3D ha reso possibile la comparsa e l’uso di queste tecnologie nel mondo della scuola e della formazione, a sostegno dell’insegnamento nella progettazione CAD per il design di oggetti e per la didattica delle materie scientifiche, sebbene gli oggetti prodotti non abbiano le stesse capacità meccaniche di quelli fabbricati tradizionalmente e presentino imperfezioni legate all’uso di stampanti a basso costo.

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