La nuova poesia: Saba e Ungaretti

In sintesi

Umberto SabaNutrita di tradizione poetica italiana e mitteleuropea, la sua poesia è aperta alla ricchezza e contraddittorietà della vita in una fraterna comunione. Ma per questa sua semplicità e "innocenza" di approccio con il mondo, egli incontra il negativo, la sofferenza e il dolore che stanno in fondo a ogni manifestazione della vita, anche la più gioiosa. Opera principale: Canzoniere (1945; 1961, edizione postuma definitiva).
Giuseppe UngarettiLa poesia è la ricerca della verità umana e il poeta è "uomo di pena". Le parole, scavate fino all'osso, pesano con un enorme dolore e diventano materia. La solidarietà e la compassione si elevano sui cumuli di macerie. La metrica è frantumata in versi brevissimi, la parola scarnificata, ridotta alla sua essenza pura, e tanto più significativa perché sobria, frammento di vita che si staglia sul bianco della pagina. Negli anni più maturi si riaffaccia la tradizione con un ritorno all'ordine in una visione di ironica e malinconica saggezza.
OpereAllegria di naufragi (1919); Sentimento del tempo (1933); Il dolore (1947); La terra promessa (1950); Un grido e paesaggi (1952); Il taccuino del vecchio (1960).
Dino CampanaConsiderato per l'eccentricità della vita l'ultimo dei poeti "maledetti", ha tentato uno sperimentalismo originalissimo, che risente di numerose componenti culturali, in primo luogo del simbolismo francese. Opera principale: Canti orfici (1914), in cui il viaggio è metafora poetico-esistenziale.
Clemente ReboraLa sua poesia ha un'altissima ispirazione religiosa; il dramma esistenziale comunque irrisolto si manifesta in un fortissimo espressionismo lirico. Opere: Frammenti lirici (1913), Canti dell'infermità (1956).
Camillo SbarbaroFece della "rinuncia", della povertà esistenziale il nucleo della sua poesia, in una scabra e insieme levigata oggettività poetica. Opere principali: Resine (1911); Pianissimo (1914); prose liriche: Trucioli (1920); Fuochi fatui (1956), Scampoli (1960).