Gli anni Venti e Trenta

Corrado Alvaro

Il calabrese Corrado Alvaro (1895-1956) avanza la proposta di un nuovo realismo narrativo. Nella narrativa conseguì i risultati più significativi: dalla raccolta di racconti La siepe e l'orto (1920) al romanzo L'uomo nel labirinto (1922), ai racconti Gente in Aspromonte (1930), l'opera migliore, alla trilogia meridionalistica delle Memorie del mondo sommerso (L'età breve, 1946; Mastrangelina, 1960 e Tutto è accaduto, 1960).

Le tematiche

Il realismo, l'attenzione alla realtà degli emarginati e delle plebi contadine del Sud, sono i temi narrativi di Alvaro. La vicenda del povero ragazzo calabrese, protagonista di Gente in Aspromonte si carica di valenze etico-sociali, non disgiunte dalla nostalgia per una terra incantata, mitica, lontana dalle disuguaglianze e dalla sopraffazione. Nel romanzo L'uomo è forte, scritto dopo un suo viaggio in Unione Sovietica, nel quale lo scrittore non solo analizza l'oppressione delle società totalitarie, ma anche delle grandi città industriali del Nord. Le due vocazioni, meridionalistica e cosmopolita, sembrano coniugarsi nella trilogia Memorie del mondo sommerso. Alvaro conclude la propria vicenda narrativa con il romanzo Belmoro, incompiuto, dove presenta e sintetizza i suoi temi più cari.