La letteratura umanistica alla corte dei Medici: Lorenzo il Magnifico, Poliziano, Pulci

La letteratura umanistica in volgare

La letteratura umanistica in volgare nasce da una lingua attenta al modello toscano stilnovistico e petrarchesco, ma soprattutto attratta da una forma che vuole essere concreta e reale, aperta a sperimentazioni espressive.

Domenico di Giovanni detto Burchiello (1404-1449) è forse il primo esempio di questa nuova vivacità poetica. Nato poverissimo, condusse una vita sregolata e nella più profonda indigenza. La "burchia" era un piccolo battello da carico in cui le merci venivano disposte alla rinfusa. Burchiello si guadagnò il suo pseudonimo per l'accumulazione caotica e bizzarra di immagini, presenti nella sua poesia satirica e antiletteraria. I sonetti caudati che compongono le sue Rime (1757, postumo) sono infatti caratterizzati da uno sperimentalismo comico-giocoso in cui parole e immagini vengono giustapposte senza nesso logico, seguendo un criterio parodistico. Queste rime diedero origine a una caratteristica maniera poetica detta "burchiellesca".

Dal 1469, quando sale al potere Lorenzo de' Medici, fino alla sua morte (1492) si sviluppa attorno alla corte medicea la più alta forma di umanesimo italiano. Lorenzo, Poliziano, Ficino, Pico della Mirandola e, in tono popolaresco, Pulci sono i grandi protagonisti di questa epoca aurea.