La letteratura umanistica alla corte dei Medici: Lorenzo il Magnifico, Poliziano, Pulci

In sintesi

BurchielloI sonetti caudati delle sue Rime sono caratterizzati da uno sperimentalismo comico-giocoso che giustappone parole e immagini senza alcun nesso logico.
Lorenzo de' MediciGrande mecenate e uomo di cultura, fece di Firenze il centro della vita culturale, artistica e politica italiana; la sua produzione si divide fra gli atteggiamenti concreti popolari-burchielleschi e l'adesione al pensiero neoplatonico dell'Accademia fiorentina. Nelle Selve d'amore e nei Canti carnascialeschi la sua poesia è di vena malinconica.
PolizianoI suoi capolavori sono la Fabula d'Orfeo e le Stanze per la giostra. Poliziano come pochi altri credette nel valore assoluto della poesia portatrice di valori eterni di bellezza e di armonia; ma allo stesso tempo sentì il senso della fugacità della vita, del rapido tramonto della giovinezza, la fine inevitabile di un sogno.
PulciIl suo capolavoro, il poema eroicomico Morgante, è la parodia dell'ideale umanistico di uomo artefice del proprio destino in un quadro di armonica perfezione.
SavonarolaNella sua azione politica e nelle sue Prediche denuncia la corruzione della Chiesa e auspica il ritorno del cristianesimo alla semplicità evangelica delle origini.