Ugo Foscolo

L'autobiografia ideale

L'opera di Foscolo nasce su un nucleo di riflessioni relative alla fugacità del tempo e all'eternità della morte. Da esse traggono origine due filoni tematici strettamente intrecciati tra loro. Il primo è costituito dalla costante tendenza dello scrittore a offrire un autoritratto ideale da trasmettere ai posteri. Ne sono testimonianza diversi sonetti (tra i quali Non son chi fui..., Solcata ho fronte... e con taglio differente Alla sera e In morte del fratello Giovanni), ma soprattutto le due opere in prosa Ultime lettere di Jacopo Ortis e Notizia intorno a Didimo Chierico.

Nel romanzo epistolare Ultime lettere di Jacopo Ortis, Jacopo, fuggito da Venezia sui Colli Euganei dopo il trattato di Campoformio, vi incontra Teresa, di cui s'innamora perdutamente. Ma essa è fidanzata al ricco Odoardo; così Jacopo se ne va senza meta, meditando sulle sventure dell'Italia sottomessa allo straniero. Quando torna da Teresa, ormai sposata, le vede in volto l'amarezza di una vita priva d'amore; allora, persa ogni speranza, si uccide. I riferimenti autobiografici a situazioni e sentimenti dei suoi anni giovanili sono evidenti, sia pure rivissuti e idealizzati con un atteggiamento eroico. Le Ultime lettere sono anche il prodotto, complesso e moderno, della letteratura europea dell'epoca e hanno un illustre riferimento nei Dolori del giovane Werther di Goethe.

Nella Notizia intorno a Didimo Chierico, invece, Foscolo si rappresenta sotto l'ironica immagine di Didimo, che ha trovato un equilibrio interiore accettando con saggezza le disillusioni della vita.