Petrini, Carlo

Gastronomo, sociologo, scrittore, attivista italiano (Bra, 1949). Conosciuto come Carlin, è figlio di un’ortolana e di un ferroviere. In giovinezza studia Sociologia all’Università di Trento e partecipa attivamente alla vita politica di Bra (Cuneo) venendo eletto consigliere comunale per il Partito di Unità proletaria. Dal 1977 si occupa di enogastronomia scrivendo sui principali giornali e periodici italiani. Assieme a Stefano Bonilli è tra i fondatori della rivista Gambero Rosso, inizialmente inserita ne Il Manifesto. Da una sua idea nasce la "Libera e benemerita associazione degli amici del Barolo" che nel 1986 diventa "Arcigola". Nel 1989 dà vita all’associazione senza scopo di lucro Slow Food, espressione di un movimento internazionale volto alla salvaguardia delle cucine locali e della qualità dei cibi. Ha curato l'edizione della Guida ai Vini del Mondo ed è stato curatore della Guida ai Vini d'Italia. Per la sua attività con Slow Food a supporto e difesa di un nuovo modello di agricoltura sostenibile, nel 2002 ha ricevuto il premio Sicco Mansholt. Nel 2004, con lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari, si fa promotore dell’Università di scienza gastronomiche di Pollenzo (CN). Nel 2007 è tra i 45 membri del Comitato promotore nazionale per il Partito Democratico. Petrini è organizzatore di numerose manifestazioni come Cheese, Il Salone del gusto di Torino e la biennale Terra Madre che si svolge in contemporanea con il Salone e che è giunta alla nona edizione nel 2020 (in presenza e a distanza, per via dell'epidemia di Covid-19). È attivista contro l’impiego di OGM e sostenitore di un'agricoltura non soggetta allo strapotere dell’industria agroalimentare, in contrapposizione con parte della comunità scientifica (tra cui il Nobel Norman Borlaug, padre della rivoluzione verde). Nel 2016 è stato nominato Ambasciatore Speciale della FAO in Europa per Fame Zero. Tra i suoi scritti: SlowFood, le ragioni del gusto (2001), Un'idea di felicità (con L. Sepúlveda, 2014), Biodiversi (con S. Mancuso, 2015), Vivere per qualcosa (con L. Sepúlveda e J. Mujica, 2017) e Terrafutura (2020).

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