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Frei Ruiz-Tagle, Eduardo

uomo politico cileno (Santiago 1942). Figlio di Eduardo Frei Montalva, già presidente del Cile dal 1964 al 1970, si era iscritto al Partito democratico-cristiano cileno fin dal 1958. Sostenitore del raggruppamento dei partiti d'opposizione che guidavano la transizione del Cile dalla dittatura di Pinochet alla democrazia, veniva eletto senatore nel 1990. Candidato del centro-sinistra in occasione delle presidenziali del 1993, vinceva le elezioni e assumeva la carica di capo dello Stato l'11 marzo 1994. Nei primi anni del suo mandato si impegnava soprattutto nel normalizzare la vita del Paese, guidandolo nel processo verso la democratizzazione e tentava di ridimensionare il ruolo dei militari nella vita politica del Paese, avanzando la proposta di abolire i nove seggi senatoriali nominati dal vertice delle Forze armate, ma il Senato (aprile 1996) la respingeva. In politica estera, Frei Ruiz-Tagle firmava nel 1999 un accordo di cooperazione fra i due Paesi con il presidente argentino Menen. La popolarità di Frei Ruiz-Tagle era, però, già scossa dalla tensioni nate nel 1998, quando in Gran Bretagna veniva arrestato Pinochet: il Cile si dichiarava contrario alla decisione inglese di negare al dittatore l'immunità diplomatica, mentre Gran Bretagna e Spagna ne chiedevano l'estradizione. All'interno del Paese, inoltre, nascevano contrasti fra oppositori e sostenitori di Pinochet. In questo clima teso, alle elezioni presidenziali del 2000, Frei Ruiz-Tagle veniva battuto dal candidato socialista Ricardo Lagos.

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