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collare (sostantivo)

sm. [sec. XIV; latino collāre].

1) Striscia, per lo più di cuoio, ma in alcuni casi anche in maglia di metallo, posta intorno al collo dei cani e di altri animali per ornamento o per attaccarvi catene, finimenti, ecc.

2) In conceria, lo stesso che colletto.

3) Striscia rigida di celluloide o di cartone, ricoperta di tela bianca, che i sacerdoti portano al collo. Per estensione, la condizione stessa di sacerdote, per cui: prendere, gettare il collare , abbracciare, rinunciare al sacerdozio. In particolare, la fascia di stoffa preziosa e ornata di ricami portata dal pontefice (bianca) e dai cardinali (rossa), durante determinate funzioni.

4) Pesante catena di metallo pregiato con ricco medaglione, insegna cavalleresca in voga nei sec. XV-XVI.

5) Tipo di colletto molto ampio e pieghettato, maschile e femminile, portato nei sec. XVI-XVII, detto più esattamente gorgiera.

6) In araldica, insegna di ordini cavallereschi, in genere costituita da una fascia di tessuto con i colori caratteristici dell'ordine. Per estens., anche la persona che porta tale insegna: essere collare dell'Annunziata.

7) Cerchio di ferro posto al collo, al polso o alla caviglia di schiavi, prigionieri e galeotti.

8) Anello di piume o di peli, generalmente di colore diverso da quello del corpo, che circonda il collo di alcuni uccelli e altri animali.

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