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inclusióne

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Lessico

sf. [sec. XVI; dal latino inclusío-ōnis].

1) Il collocar dentro, l'inserire: l'inclusione dei trasferiti nelle graduatorie. In particolare, tecnica istologica che consente il taglio di un tessuto per mezzo del microtomo. Si realizza mediante imbibizione del preparato organico, preventivamente disidratato, con una sostanza (cera idrosolubile, gelatina, paraffina, ecc.), che ne determina l'indurimento e ne permette il taglio in strati sottili.

2) Concretamente, elemento, sostanza inclusa in altra sostanza: inclusioni liquide, inclusioni solide; inclusioni cellulari; in biologia, lo stesso che inclusi cellulari: inclusione embrionale, citoplasmatica. § In metallurgia, particelle non metalliche (ossidi, solfuri, silicati, ecc.) presenti in una lega o in un metallo: le inclusioni costituiscono un'eterogeneità e sono spesso causa di notevoli inconvenienti. L'origine può essere di natura esogena (per esempio particelle dei rivestimenti refrattari dei forni) o endogena, cioè dovuta a una particolare operazione nel processo di fabbricazione, come per esempio, nell'acciaio, i prodotti di disossidazione o degassificazione per precipitazione. § In petrografia, sostanza di varia natura per lo più allo stato solido (cristallini fibrosi o aghiformi, granuli, frammenti di minerali o di rocce), ma anche in forma di bolla liquida o gassosa, presente all'interno di un cristallo. Le inclusioni solitamente sono preesistenti alla formazione dell'individuo cristallino che le ingloba. Frequenti sono le inclusioni nel quarzo, date per lo più da sottili cristalli di rutilio, tormalina od orneblenda, o da cavità riempite da soluzioni saline. Anche i cristalli di calcite, gesso e granato presentano spesso inclusioni; inclusioni liquide o gassose si incontrano non raramente nel salgemma.

Algebra

È detta inclusione la relazione che intercorre tra un insieme I e una sua parte P. Si ha l'inclusione in senso stretto quando ogni elemento di P sta in I, ma I possiede qualche elemento che non è in P (P è una parte propria). Si ha l'inclusione in senso lato quando anche l'insieme I viene considerato parte di se stesso. In tal caso si dice che I è parte impropria di I. Per indicare poi che P è parte (propria o impropria) di I si usa di solito il simbolo P⊂I. Alcuni testi riservano il simbolo P⊂I al solo caso in cui è parte propria di I e utilizzano il simbolo P⊆I nel caso in cui P sia parte propria o impropria di I. Nel primo caso si usa il simbolo ⊂; nel secondo ancora il medesimo simbolo, oppure ⊆(A⊂I vuol dire, perciò: A è parte propria di I, oppure coincide con I). L'inclusione in senso lato è una relazione d'ordine parziale nell'insieme delle parti di I. L'inclusione di una parte (sottoinsieme) P in un insieme I è concetto ben distinto da quello di appartenenza di un elemento p a I, per il quale è usato il simbolo ∊.

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