sputàre

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v. tr. e intr. [sec. XIII; latino sputāre, da sputum, sputo].

1) Tr., espellere dalla bocca: sputare il cibo;sputare saliva;sputare il nocciolo di un frutto. Spesso fig.: sputare bile, veleno, parlare di qualcuno o di qualche cosa con rancore, con malanimo; sputare sangue, sopportare gravi fatiche, incontrare dure difficoltà; sputare l'osso, rivelare ciò che s'intendeva nascondere; sputare i polmoni, tossire profondamente e, per estensione, sgolarsi; sputare sentenze, giudicare su ogni cosa con presuntuosa sicurezza; sputare addosso a qualcuno il proprio disprezzo, manifestarglielo con asprezza. Il pp. si usa nella loc. fig. nato e sputato, simile in tutto: è il padre nato e sputato.

2) Per estensione, emettere con violenza, eruttare: sputare vapore, lava, fuoco.

3) Intr. (aus. avere), emettere sputi: sputare per terra. Anche fig.: sputare su qualcuno o su qualche cosa, disprezzarli, respingerli sprezzantemente; sputare nel piatto in cui si mangia, disprezzare quanto viene offerto, mostrarsi irriconoscente; popolare: sputare tondo, ostentare gravità e autorevolezza.

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