àlbero (marina)

elemento strutturale che serve al supporto delle vele o di apparecchiature e dispositivi vari. "Vedi disegni al lemma del 1° volume." Gli alberi per la velatura sono costituiti da una lunga trave rastremata verso l'alto, di sezione per lo più circolare; vengono realizzati il più delle volte in legno ma si usano alberi di lamiera di acciaio, curvata e saldata, e di leghe leggere, questi ultimi ottenuti spesso per estrusione "Vedi disegni vol. I, pag. 314" . I legnami più usati sono il pino, l'abete, il pitch pine, scelti e lavorati con cura in modo da ottenere alberi con caratteristiche il più possibile uniformi. Quando non si può realizzare un albero di un sol pezzo, si provvede all'assemblaggio di un'anima centrale con diametro di circa la metà dell'albero finito e di sezione per lo più esagonale, con tronchi sagomati disposti in modo da ottenere forma e diametro finali. I collegamenti fra le parti sono realizzati mediante colle, spine e giunti. Se si vogliono ottenere alberi leggeri si uniscono parti esternamente sagomate in modo da ottenere la forma finale e internamente cave: di solito le due zone esterne dell'albero sono lasciate piene. In genere mentre gli alberi delle imbarcazioni e delle piccole navi comprendono un tronco unico, quelli delle navi maggiori sono formati da due o più tronchi: quello incastrato nel ponte prende il nome di tronco o albero maggiore, l'immediatamente superiore è detto albero di gabbia, quello estremo alberetto. Nei piccoli velieri può mancare l'albero di gabbia. L'estremità inferiore degli alberi viene chiamata maschio o miccia ed è alloggiata entro un'apertura (scassa) ricavata nella struttura dello scafo. L'estremità superiore (come ogni estremità dei tronchi, nel caso di alberi a due o tre parti) è detta colombiere, mentre l'estremità inferiore di ciascuno dei tronchi sovrapposti è chiamata rabazza. Il collegamento tra le parti viene effettuato tramite le coffe, le crocette e le teste di moro. La parte del ponte, opportunamente rinforzata e forata, attraverso cui passa l'albero è detta mastra. Ciascun albero è assicurato allo scafo con un adeguato numero di cavi di ritenuta, facenti parte delle manovre fisse (stralli o stragli, sartie, paterazzi). Gli alberi assumono denominazione diversa a seconda del tipo di nave e della loro posizione (albero di maestra, trinchetto, mezzana); quelli che reggono solo vele auriche sono detti alberi a palo; quelli che reggono vele latine su piccole navi e su imbarcazioni sono detti alberi a calcese. In questi ultimi, l'estremità superiore, chiamata appunto calcese, ha sezione quadra ed è munita di un vano trasversale, detto cavatoia; in questa è alloggiata la puleggia per cui passa la drizza della vela. § Particolari tipi di alberi che non portano vele sono quelli che reggono le antenne delle apparecchiature necessarie alla navigazione e alle comunicazioni (radar, radiotelegrafo, radiotelefono), le luci di posizione e di navigazione, le segnalazioni mediante bandiere e gli alberi per la manovra del carico, più noti col nome di picchi di carico. Nelle navi da guerra si adottano per usi molteplici particolari tipi di alberi a traliccio, che se hanno tre aste sono detti a tripode.

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