Atri (Teramo)

Indice

comune in provincia di Teramo (42 km), 444 m s.m., 92,29 km², 10.135 ab. (atriani), patrono: santa Reparata (secondo lunedì dopo Pasqua).

Generalità

Cittadina situata su una dorsale alla destra del fiume Vomano. Fra i centri storici e artistici più importanti d'Abruzzo, Atri è immersa tra spettacolari calanchi argillosi, privi di alberi, ma con tipica vegetazione desertica. È sede vescovile fin dal 1251.

Storia

Di origine preromana (Hatria o Hadria), colonizzata da Roma agli inizi del sec. III a. C., si sviluppò come fiorente mercato alla convergenza delle vie consolari Valeria e Cecilia. Ottenuta la cittadinanza romana dopo la guerra sociale, decadde con le invasioni barbariche, ma fu ancora importante sotto i Longobardi nell'ambito del Ducato di Spoleto. Libero comune, fu poi feudo degli Acquaviva (1395), che nel Settecento ottennero il titolo di duchi d'Atri. Nello stesso periodo i Grue vi crearono una manifattura di maioliche finemente lumeggiate in oro, con animali, paesaggi e scene mitologiche.

Arte

Atri è nota per la cattedrale dell'Assunta, uno degli esempi meglio conservati di architettura abruzzese dei sec. XIII-XIV. La facciata, in pietra d'Istria, ha un portale sormontato da un grande rosone. L'alto campanile romanico con cuspide fu completato nel Quattrocento da Antonio da Lodi. L'interno, a tre navate, è decorato con affreschi di Andrea Delitio (sec. XV). Dietro la chiesa si apre il chiostro quadrangolare da cui si accede a un'ampia cripta ricavata dai resti di un'antica cisterna romana; il chiostro ospita il Museo Capitolare. Si ricordano inoltre le chiese di San Nicola di Bari (sec. XIII) e di Sant'Agostino (rimaneggiata, con facciata del sec. XIV e bel portale quattrocentesco). Trecentesco è il palazzo Acquaviva (sede municipale), con facciata tardorinascimentale eseguita nel Settecento. Interessanti il Museo Civico Etnografico e il Museo Didattico degli Strumenti Musicali Medievali e Rinascimentali.

Economia

L'economia si basa sul turismo d'arte. L'agricoltura produce uva, olive, cereali e ortaggi. L'industria è attiva soprattutto nei settori dell'arredamento (mobili per cucina, per ufficio e scaffalature metalliche), elettrotecnico, tessile, alimentare, dell'abbigliamento, dei materiali da costruzione e della lavorazione delle materie plastiche. È diffuso l'allevamento bovino e suino.

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