Beust, Friedrich Ferdinand, cónte di-

statista tedesco (Dresda 1809-Altenberg 1886). Federico Augusto II di Sassonia gli affidò la direzione della politica estera (dal 1848) e del dicastero degli Interni (dal 1853); dal 1858 ebbe la presidenza del Consiglio dei ministri. La rivalità tra Austria e Prussia, che si andava allora delineando, lo spinse a tentare la creazione di un fronte comune degli Stati tedeschi minori contro la Prussia, con l'appoggio dell'Austria. Beust, alla Conferenza di Londra del 1864, tentò invano di comporre il dissidio austroprussiano con la Danimarca. Dopo la battaglia di Sadowa (1866), si recò da Napoleone III a perorare la causa sassone e austriaca. Bismarck, a capo del governo prussiano dal 1862, mandò all'aria i piani di Beust che diede le dimissioni. Passato all'Austria, divenne nel 1867 presidente del Consiglio dei ministri e come tale stipulò nello stesso anno con Andrássy il compromesso fra Austria e Ungheria, mentre non riuscì a normalizzare i rapporti con la Boemia-Moravia. Legò il suo nome alla costituzione dualistica dell'Impero austro-ungarico e fece approvare leggi che ebbero il consenso anche dei liberali. Perseguì un'illusoria politica di rivincita sulla Prussia; nondimeno, dopo Sedan (1870), tentò un avvicinamento austro-germanico. Si dimise nel 1871, costrettovi da un'opposizione interna; fu ancora ambasciatore a Londra (1871) e a Parigi (fino al 1882).

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