Bonino, Èmma

donna politica italiana (Bra, Cuneo, 1948). Già al fianco di Marco Pannella durante la campagna referendaria a favore del divorzio (1974), dal 1976 è stata sempre eletta deputata nelle file radicali. Dal 1993 al 1994 è stata segretaria del Partito radicale. Commissario europeo dal 1995 al 1999, si è distinta in questo ruolo internazionale ottenendo importanti riconoscimenti: di particolare coraggio le testimonianze del suo impegno politico e civile in favore dei Paesi in guerra. Presentatasi sotto il simbolo 'Lista Bonino' alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo del giugno 1999, è stata eletta deputato, conseguendo un notevole successo. Nel 2006 si presentava alle elezioni legislative con la coalizione di centrosinistra con la Rosa nel pugno, e in seguito alla vittoria elettorale veniva nominata ministro agli affari europei, incarico che lasciava nel 2008, anno in cui si candidava nelle liste del Partito Democratico e veniva eletta vice presidente del Senato. Nel 2010 Bonino si candidava alla presidenza della Regione Lazio, sostenuta dal Partito Radicale e dal Partito Democratico. Sconfitta dalla candidata di centrodestra Renata Polverini, otteneva un seggio come Consigliere regionale, al quale decideva di rinunciare per continuare a sedere in Senato. Alle elezioni politiche 2013, Bonino si candidava nella lista Amnistia, Giustizia e Libertà, che non riusciva a raggiungere la soglia di sbarramento necessaria per entrare in parlamento. Nell’aprile dello stesso anno assumeva la carica di Ministro degli Affari Esteri nel governo Letta. Nel febbraio 2014 il nuovo governo guidato da Matteo Renzi non le confermava la carica di ministro, sostituendola con Federica Mogherini. Nel novembre 2017 è stata tra i fondatori di +Europa, partito di orientamento europeista e liberale, con cui alle elezioni politiche del 2018 veniva eletta al Senato. Nel 2019 partecipava alle elezioni europee nella lista di + Europa, che non supera la soglia di sbarramento. Nel settembre dello stesso anno Bonino decideva di non votare la fiducia al governo Conte bis.
Nel 2015 è stata nominata Cavaliere di gran crode dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

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