Bonito-Oliva, Achille

critico d'arte italiano (Coggiano, Salerno, 1939). Ha esordito col movimento di avanguardia letteraria “Gruppo '63” pubblicando Made in Mater (1967) e Fiction Poems (1968). Dagli inizi degli anni Settanta il suo interesse è andato spostandosi decisamente nel campo delle arti visive dove ha portato un notevole contributo critico e una definizione alquanto originale dell'artista come “traditore”, in quanto questi opererebbe allo stesso tempo organicamente e obliquamente al sistema delle arti (L'ideologia del traditore. Arte, maniera, manierismo; 1976). Nel 1979-80 è stato il padrino della “Transavanguardia italiana”, lanciandone il concetto e curando una serie di mostre che hanno incontrato grande fortuna in Europa e in America. Numerosissime le mostre personali e collettive che ha curato in Italia e all'estero, tra le quali alcune edizioni della Biennale di Venezia. Tra le pubblicazioni si ricordano: Le avanguardie diverse. Europa/America (1976), La Transavanguardia italiana (1980), La Transavanguardia internazionale (1982), Dialoghi d'artista (1984), una raccolta di colloqui con i protagonisti dell'arte contemporanea, Minori Maniere (1985), Superarte e A (1988), Il tallone d'Achille (1988) e M.D. (1997), dalle iniziali di Marcel Duchamp.

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