Canzo

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comune in provincia di Como (21 km), 402 m s.m., 11,18 km², 4900 ab. (canzesi), patrono: santo Stefano (26 dicembre).

Centro della Brianza, posto alla sinistra del fiume Lambro. Di origine romana, nel Medioevo fece parte del Contado della Martesana e fu infeudato al capitolo della cattedrale di Monza da Ariberto da Intimiano (inizi sec. XI). Nel 1162 fu ceduto da Federico Barbarossa al monastero di Civate, poi passò ai Visconti (sec. XIV), a Facino Cane e in seguito ai Dal Verme. Possesso di Gian Giacomo Medici di Marignano nel 1523, appartenne ai Carpani e, infine, ai Crivelli (1683). § La parrocchiale di Santo Stefano, in stile barocco, fu eretta nel 1752, mentre risale alla metà del Seicento il santuario di San Miro al Monte, che sorge in posizione suggestiva tra boschi e torrenti, alle pendici dei Corni di Canzo. Vi sono inoltre notevoli ville padronali sette-ottocentesche, come villa Meda e villa Verza. § Canzo è uno dei più attivi centri commerciali e industriali della Vallassina: fra le varie attività esercitate, è caratteristica la produzione di coltelli e delle minuterie metalliche; sono inoltre attivi i settori chimico, tessile, della fabbricazione di strumenti chirurgici e dell'estrazione e lavorazione di pietre e graniti. È anche località di soggiorno molto frequentata (con una discreta struttura ricettiva), grazie alle bellezze paesaggistiche e naturali, fra cui spiccano le Fonti di Gajum (sorgenti di acqua oligominerale) e la Riserva Naturale Sasso Malascarpa, una delle zone di maggiore interesse geologico e paleontologico della Lombardia. § Vi nacque il politico Filippo Turati (1857-1932), leader del partito socialista.

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