Casalmaggióre

Indice

comune in provincia di Cremona (40 km), 26 m s.m., 63,69 km², 13.818 ab. (casalaschi), patrono: san Carlo (4 novembre).

Cittadina situata sulla riva sinistra del Po. La favorevole posizione geografica al confine con la provincia di Mantova ne ha fatto una delle più importanti località agricole e industriali della fertile pianura cremonese.

Storia

Ricordata come castrum alla fine del sec. VIII, fece parte del contado di Brescia (sec. XI); divenne poi dominio dell'imperatore Enrico IV e fu infeudata a vari signori. Nel sec. XIV fu sotto la signoria dei Visconti, subendo però le occupazioni dei veneziani, dei Gonzaga (1509) e degli Sforza (1513); sotto la dominazione spagnola fu venduta alla famiglia Marini (1545). Nel 1568 il re di Spagna Filippo II la infeudò a Francesco d'Avalos marchese di Pescara; tornata alla corona nel 1618, si riscattò in seguito dagli obblighi feudali. Nel 1717, con il Trattato di Utrecht, passò all'Austria ottenendo, con un diploma di Maria Teresa, il rango di città (1754); fece parte del Lombardo-Veneto, esclusa la parentesi napoleonica, fino al 1859 quando fu annessa al Regno di Sardegna.

Arte

Il cosiddetto “Torrione estense” costituisce il cospicuo avanzo del sistema di fortificazione risalente al sec. XI. La chiesa di San Francesco, con l'annesso convento (edificata alla fine del Trecento e più volte rimaneggiata), fu rifatta nel 1918 in forme neogotiche. I secenteschi palazzi Manganelli e Martinelli sono esempi di architettura rinascimentale lombarda con decorazioni in terracotta. La chiesa di Santa Chiara, a pianta ottagonale, ha aspetto romanico, anche se fu edificata all'inizio del sec. XV. Il palazzo Mina, riedificato in forme neoclassiche nel sec. XIX, aveva precedentemente ospitato il re di Spagna Filippo V (1702), il re di Sardegna Carlo Emanuele (1733) e Giuseppe Garibaldi (1862). Il neogotico Palazzo Comunale (1891-95) ha al centro una torre sormontata da una torretta campanaria. Il Teatro Comunale fu eretto alla fine del sec. XVIII e nel sec. XIX gli fu affiancato un salone per le feste popolari (la Fastassa), utilizzato come sede espositiva. Il duomo di Santo Stefano, costruito in stile neoclassico su progetto di Fermo Zuccari (1840-61), contiene opere d'arte dei sec. XVI, XVII e XIX. Istituito nel 1986, il Museo del Bijou, nell'ex Collegio di Santa Croce (sec. XVIII), raccoglie circa 20.000 pezzi caratteristici prodotti localmente tra fine Ottocento e gli anni Settanta del Novecento.

Economia

L'economia, in prevalenza industriale, è favorita anche dalla posizione su importanti nodi stradali e ferroviari; numerose industrie operano nei settori alimentare (prodotti da forno, lattiero-caseari, conserve, uova e carni), tessile (biancheria, abbigliamento, calze e tessuti d'arredo), metalmeccanico (tubi, motocicli, macchine utensili, serramenti e minuteria), grafico, degli articoli casalinghi, degli imballaggi, dei manufatti in cemento (laterizi), delle calzature e della lavorazione del legno, delle pelli e delle materie plastiche. Ancora importante è la produzione agricola di cereali, barbabietole da zucchero, ortaggi, tabacco, frutta e foraggi per i numerosi allevamenti di bovini e suini; è diffusa inoltre la pioppicoltura.

Dintorni

Nei dintorni sorge il santuario della Madonna della Fontana, eretto in stile gotico lombardo (1463-80) sul luogo dove sorgeva una cappella con un pozzo ritenuto miracoloso; una lapide ricorda che lì fu sepolto il Parmigianino. Notevole è il Parco Golenale del Po.

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