Casteldelfino

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comune in provincia di Cuneo (59 km), 1296 m s.m., 33,18 km², 227 ab. (casteldelfinesi), patrono: santa Margherita (prima domenica di luglio).

Centro dell'alta valle Varaita, posto in posizione panoramica dominante la conca di confluenza delle valli di Bellino e Chianale; per la sua lunga appartenenza al Delfinato conserva costumi e dialetto provenzali. Citato nel sec. X come Villa Sant'Eusebio, si sviluppò intorno al castello fatto costruire nel 1336 dall'ultimo delfino di Vienne Umberto II, prendendone il nome (Castrum Delphini). L'intero paese (come il castello) fu distrutto da una frana nel sec. XV e ricostruito poco più a valle. Nei sec. XVI e XVII si oppose violentemente alla penetrazione valdese. Passato definitivamente sotto il dominio sabaudo con il Trattato di Utrecht (1713), nel 1743 fu coinvolto negli scontri tra piemontesi e franco-spagnoli. § La parrocchiale di Santa Margherita (sec. XV) ha un portale romanico con decorazioni scultoree caratterizzate da figure umane e zoomorfe. Fuori dall'abitato, dominata dai ruderi del castello di Umberto II è la cappella di Sant'Eusebio (sec. XIV). § Le principali risorse sono rappresentate dalla pastorizia e dalla silvicoltura (prodotti del sottobosco ed erbe officinali). Grazie alle sue qualità paesaggistiche e naturalistiche (nei pressi è la foresta di pini cembri più vasta d'Europa), è affermato centro di soggiorno estivo e invernale.

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