Chevalier, Miguel

artista di origine messicana naturalizzato francese (Città di Messico 1959). Dopo essersi costruito una solida formazione teorico-pratica in Francia e all'estero, Chevalier ha cominciato il suo percorso artistico, che fin dall'inizio è stato caratterizzato dal lavoro di rielaborazione delle immagini, in larga parte basato sull'uso dell'informatica. In una prima fase, Chevalier ha impiegato il computer per ottenere serigrafie e composizioni in qualche modo assimilabili alle sperimentazioni di A. Warhol; successivamente si è spinto ben oltre, personalizzando la propria ricerca e plasmando in opere d'arte le sequenze numeriche e i pixel che costituiscono l'“anima” e il “modo di apparire” della macchina. Le opere di Chevalier sono elaborazioni divise sistematicamente per 4 (o per il suo multiplo 16), anche se sarebbe un errore considerare l'artista come un meccanico compositore di strutture meramente geometriche e cromatiche. Le sue installazioni sono state più volte presentate sia in Francia sia all'estero e tra le mostre personali più rilevanti si ricordano: Oro Negro (Caracas, Bogotá e Città di Messico 1993-96) e Otra Natura/Autres Natures (Città di Messico, Parigi 1996). Fra le rassegne collettive a cui ha partecipato sono note L’arte francese dal ’70 al ’93 (Bologna 1993), Electra 96 (Oslo 1996) e Magie der Zahl (Stoccarda 1997). Nel 1992, Chevalier ha inoltre realizzato un'installazione che è stata presentata in tutti gli impianti che hanno ospitato i Giochi Olimpici invernali di Albertville e che è stata replicata in occasione dei Giochi Olimpici estivi, allo Stadio di Barcellona.

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