Civitèlla di Romagna

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comune in provincia di Forlì-Cesena (31 km da Forlì), 219 m s.m., 117,80 km², 3794 ab. (civitellesi), patrono: san Michele (29 settembre).

Centro sulla destra del fiume Bidente. Già possesso dell'abbazia di Sant'Ellero, divenne feudo dei conti di Giaggiolo, che lo perdettero nel 1276, ma lo ripresero più tardi. Passò ai Manfredi di Faenza, ai Malatesta di Cesena (1462), ai Franceschi, a Napoleone Orsini (1495) e ai veneziani (1504). Nel 1527 fu saccheggiato dalle truppe del conestabile di Borbone, dirette a Roma, e nel 1642 da Odoardo Farnese. La frazione di Cusercoli appartenne ai conti di Giaggiolo, ai conti di Cusercoli e ai Guidi di Bagno. § Scarsi sono i resti della rocca (sec. XII), la cui torre, ricostruita in stile gotico, ha un orologio del 1842 che sostituì quello del 1554. Il santuario della Madonna della Suasia (sec. XVI), a croce greca, conserva dipinti dei sec. XV-XVII. § Tecniche colturali moderne sono alla base di un'agricoltura intensiva che produce soprattutto ciliegie, oltre a cereali, ortaggi, uva e foraggi per l'allevamento (bovino, suino, ovino e avicolo), condotto in moderni impianti. Sono presenti industrie nei comparti calzaturiero, meccanico, alimentare, dell'abbigliamento e del legno. Molto attivo l'artigianato dei vimini e dei rosari. In crescita il settore agrituristico con produzione di miele e raccolta di castagne, funghi e tartufi, cui sono dedicate numerose sagre.

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