Càglio

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comune in provincia di Como (28 km), 800 m s.m., 6,53 km², 369 ab. (cagliesi), patrono: santi Gervaso e Protasio (19 giugno).

Centro della Vallassina, collocato in posizione panoramica ai margini di un ampio pianoro. Fece parte della pieve di Asso seguendone le vicende storiche sotto gli arcivescovi di Milano fino al 1407. Passato ai Visconti, fu feudo di Facino Cane (1409), dei Dal Verme, dei Fregoso e, infine, degli Sfondrati (1533). § La parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio (sec. XVII) è decorata internamente da affreschi attribuiti al pittore Giovanni Magistretti e da dipinti ottocenteschi di Andrea Appiani. A N dell'abitato si trova la chiesetta di origine romanica dei Santi Valeria e Vitale, cui furono apportate aggiunte barocche nel sec. XVII. Il santuario della Madonna di Campoè, posto in una conca alla base del monte Pianchetta, è una costruzione tardorinascimentale ristrutturata all'inizio del sec. XVIII. Nella piazza del paese un busto in bronzo, opera di Paolo Troubetzkoy, raffigura il pittore Giovanni Segantini, che a Caglio soggiornò negli anni 1885-88. § La posizione del paese, sito in un'area incontaminata ricca di percorsi escursionistici per mountain bike e trekking, favorisce il turismo estivo, su cui si basa buona parte dell'economia. L'agricoltura produce patate, mais e foraggi destinati all'allevamento di bovini da latte, cui è collegata una discreta produzione lattiero-casearia (soprattutto burro).

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