Henry, William

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fisico e chimico inglese (Manchester 1774-Pendlebury, Manchester, 1836). Attuò importanti ricerche su problemi inerenti la chimica dei gas e in particolare studiò l'azione catalitica del platino suddiviso.

Legge sulla ripartizione delle sostanze nei sistemi costituiti da due fasi e cioè da due parti distinte, di diversa composizione e tra loro immiscibili, come per esempio una miscela di acqua e di olio. Secondo la legge di Henry, una terza sostanza, introdotta in un sistema del genere, si suddivide tra due fasi in modo tale che, qualunque ne sia la quantità, il rapporto tra la sua concentrazione nelle due fasi (ossia il peso della sostanza disciolta nell'unità di volume di ciascuna delle due fasi) a una temperatura assegnata rimane costante. La legge di Henry è valida solo quando la sostanza non subisce in una delle due fasi alcuna trasformazione chimica; su di essa si basano i processi di estrazione mediante solventi immiscibili di sostanze disciolte in un liquido. La legge di Henry regola anche i fenomeni di solubilità dei gas nei liquidi: la quantità di un gas che a una certa temperatura si discioglie in una determinata quantità di un liquido è direttamente proporzionale alla pressione di tale gas. Anche nel caso della dissoluzione dei gas nei liquidi deve valere la condizione generale della legge di Henry che la specie considerata non subisca in una delle due fasi una qualche trasformazione chimica. In realtà, la legge di Henry è una legge limite, valida solo per i sistemi ideali, e cioè per i sistemi nei quali si suppone che tra le molecole della sostanza che si riparte tra le due fasi e le altre molecole presenti in queste, non si manifestino delle interazioni di tipo fisico o chimico: in molti casi queste interazioni sono però di scarsa entità e la legge di Henry risulta valida almeno agli effetti pratici.

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