Hollanda, Francisco de-

pittore, architetto e scrittore portoghese (Lisbona ca. 1517-1589). Figlio di un miniaturista olandese, rivelò giovanissimo la vocazione per le arti. Fu inviato con una borsa di studio in Italia, dove conobbe A. Caro, G. Vasari, L. Castelvetro e fu allievo e collaboratore di Michelangelo. Dalle sue conversazioni con quest'ultimo nacquero i quattro “dialoghi romani” inclusi nel trattato Da pintura antiga (1548), che rappresentano una testimonianza fondamentale sull'estetica del Rinascimento. Tornato in patria, divenne architetto ufficiale, pur senza lasciare la pittura. Pubblicò altre opere, come Do tirar pelo natural (1549), Da fábrica que falece à cidade de Lisbôa (1571), testo precursore delle moderne teorie urbanistiche, e De quanto serve a ciência do desenho (1571). Il pensiero di Hollanda è strettamente legato alla pratica dell'espressione figurativa, ma si leva a un cielo di platonica astrazione speculativa nei principi generali, che portano innanzi, sino a sorprendenti conclusioni (vicine perfino alle idee di Alain e di Paul Valéry), la grande tradizione umanistica, alla quale egli porta il duplice contributo del razionalismo ebraico-olandese e del senso poetico dei fiorentini, accanto al fervore religioso iberico. Per Hollanda la pittura è la totalità stessa dell'agire umano, un archetipo di bellezza insito nel creato e che bisogna riscoprire con una tecnica paziente permeata di religiosità. La prosa di Hollanda ricorda da vicino quella dei trattatisti italiani cinquecenteschi, ma con meno sussiego formale e con l'apporto continuo del linguaggio parlato, eco di un'esperienza vissuta. Hollanda collaborò certamente con Filippo Terzi nei lavori dell'acquedotto di Vila do Conde, del Palazzo Reale e della chiesa di São Vicente a Lisbona, intorno al 1580. Sue opere di pittura, di minore originalità, si trovano anche in Italia.

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