Lartigue, Jacques-Henri

pittore e fotografo francese (Courbevoie 1894-Nizza 1986). Di estrazione sociale elevata, già nel 1904 cominciò a scattare foto in ambito familiare, ma per la maggior parte della sua vita rimase un dilettante. Tra il 1908 e il 1910 immortalò aerei e pionieri dell'aviazione. A Parigi dal 1911, fu testimone della vita raffinata dell'alta società nel periodo della Belle Epoque; attratto dal lusso e da tutto quanto sembrasse promettere felicità, realizzò ritratti, reportage e servizi di moda, mostrando una certa predilezione per i soggetti cari agli impressionisti. Sebbene dipingesse a sua volta, le sue lastre Autochrome suscitarono interesse e consensi proprio perché libere dall'influsso della tradizione pittorica. Intuì le potenzialità del colore, di cui apprezzava soprattutto il realismo, ed effettuò riprese stereoscopiche per simulare la tridimensionalità. Le sue immagini cominciarono a comparire su giornali e riviste all'inizio degli anni Cinquanta, ma il suo nome rimase a lungo sconosciuto e solo nel 1963 il Museum of Modern Art di New York gli dedicò una grande retrospettiva che gli diede fama internazionale. Tra i libri a lui dedicati spiccano l'omaggio di R. AvedonDiary of a century (1970), Les autochromes de J.-H. Lartigue 1912-1927 (1980) e Jacques-Henri Lartigue (1998).

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