Loy, Rosétta

narratrice italiana (Roma 1931). Collaboratrice del Corriere della Sera e della rivista Paragone, ha esordito come scrittrice con il romanzo, vincitore del premio Viareggio, La bicicletta (1974), cui hanno fatto seguito La porta dell’acqua (1976), L’estate di Letuqué (1982) e All’insaputa della notte (1984), che rivela un netto progresso di maturità narrativa rispetto al sottile lirismo dei libri precedenti. In effetti il carattere schivo e appartato dell'autrice si riflette in tutte queste opere, caratterizzate da una vena di pacata e dolente nostalgia; tuttavia nelle prove successive la Loy ha superato la timidezza e l'atteggiamento un po' trattenuto dei primi romanzi, ottenendo un vasto consenso di pubblico e di critica. Dopo Le strade di polvere (1987), storia di una famiglia contadina del Monferrato da Napoleone all'Unità, ha pubblicato Sogni d’inverno (1992) nel quale, dietro la vicenda tormentata di una madre e di una figlia, emergono le difficoltà e i problemi con cui si sono scontrati gli appartenenti alla generazione nata negli anni Trenta. Cioccolata da Hanselmann (1995) è a sua volta un intrigo di famiglia, una sorta di giallo al centro del quale s'intrecciano i sentimenti e le passioni di tre donne cattoliche attratte dal fascino di uno scienziato ebreo. Dopo La parola ebreo (1997), l'autrice ha descritto in Ahi, Paloma (2000) le vicende di un gruppo di ragazzi durante la II guerra mondiale e le loro scelte opposte dopo l'armistizio dell'8 settembre.Nel 2004 ha pubblicato Nero è l'album dei ricordi, azzurra l'aria.

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