Mèlzo

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comune in provincia di Milano (22 km), 118 m s.m., 9,67 km², 18.546 ab. (melzesi), patrono: Festa delle Palme (lunedì successivo alla Domenica delle Palme).

Centro situato nella pianura irrigua alla destra dell'Adda, tra il Naviglio della Martesana e il canale Muzza. Sorge nell'area idrogeologica chiamata linea dei fontanili o delle risorgive. Già popolato in epoca preistorica, è forse da identificare con l'etrusca Melphum, distrutta dai Galli nel 396 a. C. e risorta in età romana. Borgo medievale fortificato, appartenne, dopo alterne vicende, ai Trivulzio (1531-1679).§ L'abitato conserva tracce della cinta muraria e numerose testimonianze artistiche dei sec. XV e XVI, poi rimaneggiate: la chiesa di Sant'Andrea, della seconda metà del sec. XIV, restaurata nel Seicento e in seguito ampliata (all'interno si trovano affreschi cinquecenteschi della scuola di Bernardino Luini); il palazzo Trivulzio, del sec. XVI ma rifatto in forme neoclassiche, e la bella torre civica (sec. XVI), in origine campanile di una chiesa mai terminata intitolata a Sant'Ambrogio. L'attuale chiesa di Santa Maria delle Stelle (sec. XIV), fuori dalle mura, ha navata unica e facciata a capanna.§ L'economia si basa sull'industria, attiva nei comparti caseario, elettrotecnico, tessile, metalmeccanico, edile, dell'abbigliamento, della carpenteria metallica, della lavorazione della gomma e delle materie plastiche. Completano il quadro economico l'agricoltura, con coltivazioni di cereali e foraggi per l'allevamento bovino e l'apicoltura, che alimenta una vivace produzione di miele, pappa reale, polline e propoli.§ In aprile vi ha luogo la Fiera delle Palme, della durata di tre giorni, con mostra di prodotti agricoli, artigianali e zootecnici e manifestazioni culturali.

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