Mèssico, Città del-

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(Ciudad de México). Capoluogo del Distetto Federale e capitale del Messico, 2300 m s.m., 8.893.742 ab. (2013), l'agglomerato urbano 21.014.856 ab. (2013).

Generalità

Posta al centro di una vasta area pianeggiante, la Valle del Messico, sull'altopiano meridionale dominato dalle cime dei vulcani Popocatépetl e Ixtaccíhuatl, grazie alla sua altitudine la città gode di un clima mite malgrado la vicinanza all'Equatore. La sua posizione, in una conca un tempo occupata da laghi, la protegge dall'influsso dell'oceano e rende scarse le precipitazioni, che raggiungono un certo livello solo nel periodo fra giugno e agosto. Dagli anni Quaranta del Novecento l'abitato ha registrato un'espansione così eccezionale da raggiungere le dimensioni delle più grandi metropoli del mondo, raccogliendo circa un quinto della popolazione totale del Messico. Secondo il rapporto urbanistico delle Nazioni Unite, il suo agglomerato urbano è il più grande dell'emisfero occidentale e il secondo più grande del mondo dopo Tōkyō. I motivi di questa eccezionale crescita sono in parte riconducibili al rapido sviluppo demografico dell'intero Paese, dall'altro alla forza di attrazione da essa esercitata sulle aree rurali circostanti e, in genere, su tutto il territorio messicano. All'esplosione demografica ha fatto riscontro un'altrettanto smisurata espansione urbana: oltre il centro storico, i quartieri residenziali, i parchi, sono sorte fitte borgate di case unifamiliari e agglomerati di abitazioni precarie e abusive, che ormai cingono completamente la città, creando al governo centrale problemi per assicurare i servizi sociali di prima necessità. Nonostante i contrasti che accompagnano questa grande metropoli, la sua importanza è indubbia: al centro di numerose iniziative politiche, sociali e culturali, la città ha ospitato anche i Giochi olimpici (1968) e la prima Conferenza delle Nazioni Unite sulle Donne (1975); nel luglio del 2010 ha accolto un summit mondiale sui cambiamenti climatici. Nel 1987, l'UNESCO ha dichiarato patrimonio culturale dell'umanità il centro storico di Città di Messico e Xochimilco, mentre nel 2007 analoga dichiarazione ha riguardato la Città Universitaria, costruita a 18 km dal centro nel 1949-54. La città è sede dei più importanti centri di studi superiori del Paese, fra i quali spicca l'Istituto Politecnico Nazionale. All'inizio del XXI secolo Città di Messico è una delle metropoli mondiali con il più alto grado di inquinamento ambientale: questa incidenza ha favorito l'elaborazione di diversi provvedimenti, fra cui la limitazione della circolazione degli automezzi, che per ora non hanno raggiunto alcun risultato apprezzabile.

Urbanistica

La riedificazione della città, avvenuta nel 1521, fu realizzata secondo uno schema urbanistico a maglia ortogonale regolare su un disegno stabilito da A. García Bravo. Il suo centro si sviluppò intorno alla Plaza Mayor, aperta sulle rovine della grande piramide azteca. Lo sviluppo fu rapidissimo, tanto che Città di Messico divenne in breve tempo la prima città d'America. Nel Seicento sorsero numerosi i palazzi della nobiltà spagnola. Il Settecento fu un secolo particolarmente splendido sia per le sistemazioni urbanistiche (costruzione di acquedotti, bagni e fontane, apertura del parco pubblico, lastricatura delle strade) sia per l'intensa attività edilizia, che si svolse nelle forme churrigueresche e rococò. Caposcuola della fastosa architettura tardo-barocca di Città di Messico è Lorenzo Rodriguez, che nel 1749-68 eresse sul prolungamento della facciata della cattedrale lo splendido Sagrario metropolitano, a croce greca, con grandi estipites liberi; sua è pure la chiesa della SS. Trinidad. Da L. Rodriguez discende il maggiore architetto della seconda metà del secolo, Guerrero y Torres (cappella del Pocito nel santuario di Guadalupe, 1779-91; palazzo del marchese del Jaral de Berrio; palazzo del Banco Nacional, 1769-72). Il più importante architetto neoclassico è Manuel Tolsá, che dal 1791 iniziò la reazione al barocco (Escuela de Minería, 1797-1813). Sul tessuto urbano di origine spagnola, caratteristico per le vie strette, venne a sovrapporsi, in seguito alla conquista francese, l'idea di derivazione haussmaniana delle grandi arterie urbane, come il Paseo de la Reforma, la grande arteria centrale che struttura l'intero sistema viario della città e ne costituisce il più significativo elemento morfologico. Con la dominazione francese, al variare e all'ampliarsi dell'impianto urbano, corrispose una parallela modificazione dell'ambiente della città: comparvero tetti a mansarda e il lotto edificabile si conformò alla misura della città neoclassica. Nella prima metà dell'Ottocento si ebbe un periodo di stasi. Solo verso la fine del secolo ci fu una ripresa dell'attività edilizia nelle forme dell'eclettismo europeo, soprattutto a opera di architetti italiani e francesi che eressero opere pubbliche in stile neorinascimentale, neogotico ecc. (Palacio de Bellas Artes di Adamo Boari e F. Mariscal). Ma il radicale cambiamento della struttura urbana di Città di Messico avvenne in conseguenza della rivoluzione che, iniziata nel 1910, portò la popolazione cittadina (100.000 abitanti alla fine dell'Ottocento) da 500.000 a 5.000.000 di abitanti. Si iniziò un periodo di grandi interventi sulla città secondo un programma che già iniziato in forma confusa con l'apertura di altre arterie, come la Insurgentes, nel 1924, si articolò secondo due fasi: nel 1930-40, grande viabilità; nel 1940-50, servizi sociali e attrezzature collettive. Gli interventi sulla viabilità riguardarono il prolungamento del Paseo de la Reforma, la realizzazione di un secondo asse a questo parallelo in direzione nord-sud, del grande reticolo concentrico e del grande boulevard periferico. L'architettura, a partire dagli anni Trenta, si espresse nelle forme del razionalismo europeo, propugnato soprattutto dal teorico J. Villagrán García e realizzato dagli architetti Juan O'Gorman (noto anche come pittore), Enrique de la Mora, José Creixell. In questo periodo cominciarono a sorgere nella città alti grattacieli, sul modello di quanto stava avvenendo in molte altre metropoli dell'occidente. Ma nel Messico il razionalismo, soprattutto dopo il 1940, è interpretato con un gusto esuberante secondo la tradizione nazionale. Le caratteristiche dell'architettura messicana sono riassunte nel grandioso complesso della città universitaria (1949-54), sorta a 18 km dal centro, alla cui realizzazione collaborarono gli urbanisti Ramirez Vasquez, A. Perez Palacio, Luis Barragan, gli architetti Mario Vani, Enrique de la Mora, Salvator Ortega, Carlos Lazos e infine il gruppo dei “pittori della rivoluzione” (Orozco, Rivera, Siqueiros), che rivestirono le pareti esterne degli edifici universitari con grandiosi affreschi murali, mosaici, pitture tridimensionali ecc., che sono la caratteristica più appariscente dell'arte moderna messicana. Gli ultimi decenni della storia urbana sono caratterizzati da interventi edilizi di grande dimensione, considerati essenziali per la riorganizzazione sociale e urbanistica della città. In questo quadro, agli interventi notissimi (città universitaria e Giardino del Pedregal) devono essere aggiunti quelli riguardanti l'insieme urbano di Nonoalco-Tealtelolco, un complesso residenziale per ca. 70.000 abitanti, situato nelle immediate vicinanze del nucleo storico della città, sul prolungamento del Paseo de la Reforma, in luogo di attrezzature ferroviarie; a nord-est il quartiere di Aragon e, a nord, un insieme residenziale nel quartiere di Lindavista. Nel 1985 un terremoto ha provocato gravi danni a tutto l'abitato, causando circa 10.000 vittime. La calamità naturale è stata però anche un'occasione per impostare nuovi piani di sviluppo, dopo il declino che fra gli anni Settanta e Ottanta aveva provocato un abbandono del centro storico e un preoccupante aumento della criminalità. I nuovi quartieri industriali, conseguenza dell'aumento smisurato della popolazione urbana, si estendono soprattutto verso N e verso E, ma maggiore è lo sviluppo della città verso W e verso S, dove sono sorti anche il centro universitario e gli impianti sportivi che hanno ospitato i giochi olimpici del 1968.

Storia

Ricostruita da H. Cortés nel 1521 sul luogo dell'antica Tenochtitlán, la cui distruzione fu da lui voluta, Città di Messico nel 1824 fu scelta come capitale della Repubblica e divenne centro delle lotte tra conservatori e liberali. Da allora è sempre stata il centro dell'attività politica messicana. Nel 1847-48 cadde in mano agli statunitensi. Occupata dai francesi nel 1863, fu sede dell'imperatore Massimiliano e nel 1867 fu assediata e conquistata dai liberali.

Arte

Nella città sono presenti importanti siti archeologici, come le rovine del Templo Mayor di Tenochtitlán, presso le quali è sorto un museo dedicato. La cattedrale nuova, che sostituì la prima cattedrale del 1521, è il più importante edificio barocco del Messico. Iniziata nel 1552 su progetto di A. Pérez Castaneda, fu compiuta nella cupola da Manuel Tolsá solo nel 1813. Del primo periodo coloniale (sec. XVI) restano la Real y Pontificia Universidad (il più antico edificio civile del Messico e la prima università americana), l'ospedale del Gesù, la chiesa del Gesù e resti della fortezza. L'architettura della seconda metà del XVI secolo e del primo Seicento è influenzata dal purismo rinascimentale spagnolo del tempo. Dalla cattedrale derivarono nel corso del Seicento numerose chiese della città, caratterizzate da una ricca decorazione scultorea, da una vivace policromia nei materiali usati e da un pesante senso del volume. Fra le altre chiese di Città di Messico, è un'imponente opera di arte moderna la basilica di Nostra Signora di Guadalupe, inaugurata nel 1976 in cima al monte Tepeyac, all'interno dell'area urbana: visitata ogni anno da oltre venti milioni di pellegrini, è probabilmente il principale centro di culto cattolico dell'America Latina. Nella città vi sono inoltre importanti musei, fra i quali è notevole il Museo Nacional de Antropología, uno dei più grandi del mondo: inaugurato nel 1964, è dedicato soprattutto alle culture precolombiane del Messico. Degni di nota il Museo Nacional de Arte (costruito nel 1900), che contiene opere dei principali esponenti della pittura messicana nel corso dei secoli, il Museo de Arte Moderno, dedicato all'arte nazionale contemporanea; il Museo Nacional de Historia, dedicato alla storia del Messico, ha sede nel castello di Chapultepec.

Economia

La città rimane il motore economico del Paese; nonostante le industrie siano state incoraggiate a spostarsi verso altre aree per ridurre l'inquinamento ca. la metà della produzione industriale viene infatti ancora prodotta nell'area urbana. Città di Messico è un grande centro commerciale e finanziario, sede di industrie siderurgiche, meccaniche, elettrotecniche, alimentari, tessili, dell'abbigliamento, chimiche e farmaceutiche, petrolchimiche, della gomma, cartarie, grafico-editoriali e dei materiali da costruzione. Il settore terziario è in crescita, favorito anche dalla presenza di sedi di società e organizzazioni internazionali. Molto vivace e in espansione il turismo. Situata sulla Carretera Panamericana, la grande via di comunicazione che percorre da N a S la costa orientale dell'intero continente americano, Città di Messico è collegata da numerose linee stradali e ferroviarie con i principali centri del Messico e con il porto di Veracruz; il suo aeroporto internazionale ha un traffico di oltre 25 milioni di passeggeri ogni anno.

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