Montechiarùgolo

Indice

comune in provincia di Parma (15 km), 128 m s.m., 48,01 km², 8903 ab. (montechiarugolesi), patrono: san Quintino (31 ottobre).

Centro situato alla sinistra del torrente Enza. Possesso dei vescovi e poi del comune di Parma, divenne feudo dei Sanvitale che nel 1121 vi costruirono un castello, distrutto nel 1313 da Ghiberto da Correggio e ricostruito nel 1406 da Guido Torelli. Nel 1612 il feudo passò ai Farnese. Nel 1796 il castello fu occupato da truppe austriache che poi si arresero alla guardia civica di Reggio nell'Emilia. § La rocca, trasformata in dimora difensiva-residenziale con ricchi arredi d'epoca, è cinta da fossato con torrioni, torri con caditoie e un cortile con pilastri in cotto. Il salone conserva parte di affreschi e grottesche attribuiti a C. Baglione; le volte della sala dei Quattro Elementi sono affrescate da artista di scuola parmense del sec. XVII, mentre la camera da letto è affrescata con temi allegorici. Il Palazzo Civico risale alla fine del sec. XVI; restaurato, è sede del comune. § L'agricoltura, fiorente, dà cereali, ortaggi, uva e soprattutto foraggi per l'allevamento di bovini da latte; notevoli attività manifatturiere sono presenti nei settori alimentare (salumi, formaggi, liquori, conserve), meccanico (macchine utensili, agricole e movimento terra), chimico-farmaceutico, degli imballaggi, dei componenti per l'edilizia, dell'arredamento, dell'abbigliamento e della lavorazione dei metalli. La stazione idrotermale di Monticelli Terme è meta di turismo; di grande richiamo anche l'ippodromo.

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