Padèrno Ponchièlli

Indice

comune in provincia di Cremona (15 km), 58 m s.m., 23,94 km², 1521 ab. (padernesi), patrono: san Dalmazio (5 dicembre).

Centro posto nella pianura tra l'Adda e il Naviglio Civico di Cremona. Forse di origine romana, nel 603 appartenne a Guindolfo duca di Bergamo per donazione del re longobardo Agilulfo. Posto sotto la giurisdizione dei vescovi di Bergamo, nel sec. XIII divenne possesso degli Umiliati, ai quali fu lungamente conteso da Cremona e da Venezia. In onore del musicista Amilcare Ponchielli, qui nato (1834-1886), il comune cambiò nel 1950 il nome (Paderno Fasolaro) nell'attuale. § Risale al sec. XVI la parrocchiale di San Dalmazio, ricostruita nel sec. XVII, che contiene dipinti, tra gli altri, del Massarotti e di Francesco Beccaccino. Villa Strumia fu realizzata nell'Ottocento in stile palladiano; villa Majno-Piazza è secentesca, ma fu più volte modificata. Il Museo Ponchielliano, allestito nella casa natale del musicista, conserva una notevole collezione di spartiti, libretti d'opera, lettere e documenti vari. § L'economia, in prevalenza agricola, è favorita dalla ricchezza di acque e dalla rete di canali: si coltivano riso e altri cereali, barbabietole da zucchero e foraggi per l'allevamento di suini e bovini da carne e da latte; è diffusa anche la pioppicoltura. Nell'industria operano aziende nei settori metalmeccanico, elettrotecnico e della lavorazione del legno (remi, pagaie e mazze sportive).

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